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30/06/2014
ambiente, armatori, politiche marittime

Zolfo sulle navi, Confitarma: "Dateci più tempo"

dot Zolfo sulle navi, Confitarma: "Dateci più tempo"
Che sulle nuove regole sulle emissioni di zolfo sulle navi si stia capendo poco è noto. Riassumendo, l'International Maritime Organization ha stabilito che a partire dal primo gennaio 2015 le navi che transitano per Mar Baltico e Mare del Nord dovranno avere percentuali di ossido di zolfo (Sox) per millilitro non superiori allo 0,5% (attualmente il limite è 3,5%). È il Sulphur Emission Control Area (Seca). Questo significa che gli armatori dovranno da un lato fare grosse modifiche ai motori delle loro navi in circolazione e dall'altro investire in nuove navi già così ecologiche. Il limite è molto stretto e anticipa di un anno altre direttive analoghe che riguardano gli ossidi di azoto (NOx).
La proposta del presidente Confitarma Emanuele Grimaldi (foto) è quella di applicare al Seca un periodo iniziale di sei mesi entro il quale ci sia una certa tolleranza, affinché si dia il tempo di adeguarsi.  Una soluzione che, secondo Grimaldi, «migliorerebbe l'implementazione della normativa entrante, senza costi per nessuno e con benefici per tutti».
Per gli armatori il problema principale risiede nelle spese. Per questo già da tempo la categoria ha chiesto perlomeno una certa tolleranza su chi non rispetti immediatamente le nuove regole. L'associazione degli armatori europei, l'Ecsa, ha chiesto due settimane fa all'Imo una serie di esenzioni nel primo periodo, per esempio per le navi che hanno filtri ancora non perfettamente funzionanti.
«Le nuove normative – commenta Grimaldi - oltre a comportare costi aggiuntivi rilevanti entreranno in vigore più o meno tutte allo stesso tempo, richiedendo interventi anche sulle unità già esistenti». Ci sono troppe incertezze che «la Commissione Europea e gli Stati membri devono affrontare con urgenza - continua Grimaldi - se hanno intenzione di aiutare gli armatori a prepararsi alla scadenza del 1° gennaio 2015».
La questione potrebbe risolversi utilizzando carburante alternativo senza zolfo, come il gas naturale liquefatto (lng), ma si tratta di un combustibile ancora senza mercato. Anche qui il presidente Confitarma chiede alla comunità internazionale maggiori certezze e incentivi.  «Sussiste un potenziale rischio di non disponibilità del prodotto sul mercato, una totale mancanza di infrastrutture adeguate per un utilizzo dell'lng. Senza contare l'incremento di prezzo del low sulphur e la volatilità del costo dell'lng. Ritengo che l'lng non sia una soluzione immediata, soprattutto in Italia ove manca un'offerta adeguata di questo combustibile».
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