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17/06/2011
logistica

Un cartello dei prezzi, Antitrust multa 19 spedizionieri

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Sanzioni per oltre 76 milioni di euro a diciannove imprese operanti nel settore delle spedizioni internazionali via terra per avere ristretto la concorrenza concordando gli aumenti dei prezzi da praticare alla clientela. Lo ha deciso l’Antitrust al termine dell’istruttoria che ha permesso di ricostruire un’intesa sui prezzi durata oltre cinque anni, dal marzo del 2002 all’autunno del 2007. Al cartello, costituito tra le società Agility, Albini & Pitigliani, Alpi Padana, Brigl, Cargo Nord, Dhl Global Forwarding, Dhl Express, Francesco Parisi, Gefco, Geodis Wilson, I-Dika, Italmondo, Italsempione, Itk Zardini, ITX Cargo, Rhenus, Saima, Schenker, Sittam, Spedipra, Villanova e Armando Vidale, ha partecipato, con un attivo ruolo organizzativo, anche l’associazione di categoria Fedespedi. Nei confronti di Alpi Padana e Spedipra sono risultati prescritti i poteri sanzionatori dell’Autorità. La società Schenker, controllata da Deutsche Bahn AG, che ha presentato domanda di clemenza, contribuendo all’individuazione del cartello, ha invece beneficiato della non imposizione della sanzione. 
Come rende noto sul suo sito l’Autorità Garante della concorrenza e del Mercato, le imprese elencate hanno concordato continui aumenti dei prezzi o di loro componenti attraverso almeno 20 riunioni, un ampio numero di contatti via email. Nel corso degli incontri venivano scambiate informazioni sui costi in particolare sui riflessi del prezzo del carburante e dei pedaggi autostradali esteri e sulla struttura dei costi dei partecipanti. Una volta adottate le decisioni, venivano inviate dalla Fedespedi circolari alle imprese ed alle associazioni aderenti e si effettuavano comunicati stampa per agevolare la richiesta di incremento dei prezzi alle controparti contrattuali. In questo modo anche le imprese che non partecipavano alle riunioni organizzate in ambito associativo potevano continuare a comportarsi coerentemente con le modalità di azione concertate.
Fra il marzo 2002 ed il dicembre 2006 gli aumenti dei prezzi sono stati pari al 50%. Agility, Albini, Brigl, Dhl, Italsempione, Saima, Schenker e Vidale hanno costituito il nocciolo duro del cartello. Schenker prima e Agility e Dhl poi hanno tuttavia consentito con le loro dichiarazioni l’intervento dell’Autorità, in particolare a Schenker è stata riconosciuta l’immunità. Ad Agility e Dhl,  l’Autorità ha riconosciuto la riduzione della sanzione nella misura rispettivamente del 50% e del 49%. Per la collaborazione fornita, la riduzione della sanzione, nella misura del 10%, è stata decisa anche per la società Sittam.
«Il programma di clemenza avviato dall’Antitrust italiana dimostra che i cartelli anticoncorrenziali si possono sconfiggere. E’ un bene per la concorrenza ma anche per le aziende che decidono di collaborare» afferma il presidente dell’Autorità della Concorrenza e del Mercato
Antonio Catricalà. «I benefici alle imprese che denunciano le intese, portando all’Autorità prove concrete, stanno dando i loro frutti. Nel caso relativo agli spedizionieri, abbiamo accettato le quattro domande di clemenza presentate, tenendo ovviamente conto della tempistica e del loro valore probatorio. Complessivamente le aziende che hanno collaborato con
l’Antitrust hanno risparmiato circa 40 milioni di euro in termini di mancata sanzione: da sola l’impresa che ha avuto l’esenzione totale avrebbe rischiato una multa di circa 31 milioni».

Di seguito la tabella con le singole sanzioni (in euro):
Fedespedi 103.207
Agility 139.790
Albini & Pitigliani 8.477.792
Brigl 942.900
Cargo Nord 152.915
Dhl Express 6.642.510
Dhl Global Forwarding 198.701
Francesco Parisi 24.955
Gefco 3.159.440
Geodis Wilson 12.087.364
I-Dika 239.470
Italmondo 324.465
Italsempione 12.480.000
ITK Zardini 793.840
ITX Cargo 127.260
Rhenus 3.233.194
Saima 23.632.950
Sittam 3.215.742
Vidale 347.200
Villanova 159.973

Totale 76.483.668
Aggiornamento del 20 giugno. In relazione al provvedimento dell’Antitrust Fedespedi, nel ritenere come il provvedimento sia gravissimo per l’enormità delle somme, mai inflitte prima d’ora, “si riserva di intraprendere ogni e più ampia iniziativa di natura legale per scongiurare un provvedimento i cui effetti avranno ripercussioni gravissime sulle imprese coinvolte, colpite dal perdurare  della crisi economica, che –spiega una nota- si teme possano avere un  forte impatto sociale”. Già in occasione della prossima Assemblea Annuale Fedespedi,  in programma mercoledì 22 giugno a Milano, Piero Lazzeri, Presidente di Fedespedi - concorderà con gli associati e con le altre categorie del comparto le iniziative più opportune a tutela del settore.
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