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28/06/2013
ambiente, armatori

Ue, "L'armatore comunicherà quanto inquina"

dot Ue, "L'armatore comunicherà quanto inquina"
La Commissione europea ha compiuto oggi il primo passo verso la riduzione delle emissioni di gas serra prodotti dai trasporti marittimi proponendo un atto legislativo che impone ai proprietari delle navi di grandi dimensioni che attraccano nei porti dell’UE di monitorare e comunicare le emissioni di anidride carbonica (CO2). Un documento, infine, definisce la strategia Ue per affrontare e ridurre le emissioni, preferibilmente attraverso misure a livello mondiale.
 
 
Concentrarsi sulle emissioni delle navi di grandi dimensioni. Il regolamento proposto permetterà di istituire nell’UE un quadro giuridico per la raccolta e la pubblicazione dei dati annuali verificati concernenti le emissioni di CO2 di tutte le navi di grandi dimensioni, ovvero superiori alle 5mila tonnellate di portata lorda, che usano i porti europei a prescindere dal luogo in cui le navi sono registrate. Gli armatori dovranno monitorare e comunicare le quantità verificate di CO2 emesse dalle loro grandi navi sulle tratte verso, da e tra i porti dell’Ue. Dovranno inoltre fornire alcune altre informazioni, quali i dati per determinare l’efficienza energetica delle navi.
A bordo delle navi dovrà essere custodito un documento di conformità, rilasciato da un verificatore indipendente; tale documento potrà essere richiesto e verificato dalle autorità degli Stati membri. La proposta di regolamento prevede che queste norme siano applicate a partire dal 1º gennaio 2018.
Verso un sistema globale. Le regole proposte sono destinate a sostenere un approccio graduale verso la definizione di norme di efficienza energetica globali per le navi esistenti, come proposto dagli Stati Uniti e auspicato da altri membri dell’Organizzazione Marittima Internazionale. Le norme europee saranno adeguate alle norme mondiali se e quando sarà istituito un sistema globale.
Riduzione dell'onere amministrativo. La proposta della Commissione mira a ridurre al minimo l’onere amministrativo che grava sulle società fondando le norme su documenti esistenti e sulle attrezzature presenti a bordo delle navi. Le società saranno libere di scegliere la metodologia di monitoraggio.
Riduzione delle emissioni e dei costi. Il sistema UE di monitoraggio, comunicazione e verifica (MRV) proposto dovrebbe ridurre le emissioni di CO2 fino al 2% rispetto alla situazione attuale, secondo la valutazione d’impatto della Commissione. Il sistema dovrebbe anche ridurre i costi netti per gli armatori di un importo fino a 1,2 miliardi di euro l’anno nel 2030. Inoltre, il sistema fornirà informazioni sulle prestazioni delle singole navi, sui loro costi operativi e il potenziale valore di cessione, nell'interesse degli armatori che disporranno di informazioni adeguate per prendere decisioni d'investimento importanti e ottenere i finanziamenti corrispondenti.
Prossime tappe. La proposta sarà ora esaminata dal Parlamento europeo e dal Consiglio, la cui approvazione è necessaria affinché la proposta diventi legge.
Contesto. Le emissioni derivanti dal trasporto marittimo internazionale rappresentano oggi il 3% delle emissioni di gas serra mondiali e il 4% delle emissioni di gas serra dell’UE. In assenza di interventi, queste emissioni sono destinate ad aumentare significativamente in futuro, in linea con gli aumenti previsti del volume degli scambi tra tutti i continenti. Tale crescita vanificherebbe gli sforzi realizzati in altri settori per ridurre le emissioni complessive dei gas ad effetto serra dell’UE.
«Il sistema di monitoraggio dell’UE - afferma Connie Hedegaard (nella foto), commissaria responsabile per l’Azione per il clima - aumenterà la trasparenza in materia di emissioni e offrirà incentivi agli armatori affinché le riducano». Il tutto «pienamente in linea con le ultime proposte Imo» afferma Hedegaard, che conclude: «Un sistema affidabile di monitoraggio, comunicazione e verifica delle emissioni è indispensabile per avviare dei dibattiti mirati in Europa e in tutto il mondo sugli obiettivi di riduzione per il settore». Sulla necessità di coordinare queste azioni con l'International Maritime Organization è d'accordo anche Siim Kallas, vicepresidente della Commissione Ue e responsabile per la Mobilità e i Trasporti: ½Per un settore di portata mondiale come quello dei trasporti marittimi, questo risultato può essere ottenuto più adeguatamente attraverso l’Organizzazione marittima internazionale. La proposta odierna è un contributo significativo agli sforzi dell'Imo per ridurre l’utilizzo e aumentare il risparmio di carburante delle navi, grazie ad una serie di strumenti comprendenti misure tecniche e misure basate sul mercato».  
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