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24/01/2018
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Trieste punta sulle ferrovie. Nel 2017 traffico +4,5 per cento

dot Trieste punta sulle ferrovie. Nel 2017 traffico +4,5 per cento
È il primo porto in Italia per tonnellaggio e il primo nel movimento merci via ferro. Ha rafforzato le commerciali con il Medio ed Estremo Oriente. Anche nel 2017. Il porto di Treiste «sta tornando ad essere il volano di sviluppo economico della città, il Friuli Venezia Giulia e il nostro paese, nonché su scala internazionale», afferma il presidente del porto (e di Assoporti), Zeno D'Agostino (foto in alto), in occasione dell'ufficializzazione dei dati di traffico del 2017.

Il 2017 del porto di Trieste
Il dato complessivo conta 61.955.405 tonnellate di merce movimentata, pari ad un incremento del 4,5 per cento. I dati più rappresentativi sono quelli relativi ai container e ai treni: il settore container registra un traffico mai raggiunto in precedenza nello scalo con 616.156 teu (+26,6%); ma sommando la movimentazione dei container con i semirimorchi e le casse mobili si sono raggiunti 1.314.953 teu (+13,52%). Crescita che D’Agostino ha definito molto positiva «soprattutto in termini qualitativi», riferendosi al numero dei container: ben nove su dieci. Un dato «esemplare» per il presidente dell'Autorità di sistema portuale (Adsp) dell'Adriatico orientale se paragonato alla normale performance di un terminal contenitori. «A Trieste – commenta - non solo crescono i container, ma crescono in maniera sana: qui passano merci, non scatole vuote».

Il trasporto ferroviario
I treni passati per il porto sono stati 8,681, con un aumento del +13,7 per cento sul 2016 e del 45,1 per cento sul 2015. Il traino lo fa la direttrice internazionale legati al traffico container (+34,3%) ma anche da quelli lavorati nel porto industriale, del settore siderurgico (+24,5%). Dai numeri emerge l’impulso che il traffico ferroviario ha innescato sui contenitori. Una strategia che «sta pagando» secondo D'Agostino, «questa è la via da seguire anche nei prossimi anni. I forti investimenti di Rfi, della Regione FVG e del governo, che sommati ammontano a 83 milioni di euro già stanziati, lo dimostrano».

Le imprese ferroviarie del porto
L’elemento che rende lo scalo giuliano unico nel panorama italiano non è dato solo dal traffico ma dagli operatori ferroviari presenti. Oltre al gruppo Fs, sono attive  diverse società private italiane (CFI e Inrail) e alcune società partecipate da operatori europi: Rail Cargo Carrier Italy, Rail traction Company, CapTrain Italia, Rail Cargo Austria, DB Schenker, SNCF. L'Adsp sottolinea spesso il ruolo «fondamentale» di Adriafer, controllata dall'Adsp, che da luglio ha ottenuto la certificazione a poter operare in rete e non più solo come operatore di manovra portuale.

Intermodalità nordeuropea
Rail Cargo è il maggiore protagonista, con una quota che corrisponde a più del 28 per cento dei treni totali del porto. Un dato che fa emergere con evidenza il posizionamento storico dello scalo triestino rispetto ai mercati finali del centro-Europa. Ma guardando la mappa dei collegamenti intermodali del porto, risulta una nuova rete di destinazioni ferroviarie che nell’ultimo triennio è andata estendendosi progressivamente, coinvolgendo tutti i principali nodi del continente, molti dei quali non programmabili fino a qualche anno fa. Si tratta dei servizi di Ekol, attivati nel 2017: il Kiel-Göteborg sull’asse Adriatico-Baltico e il recente collegamento verso Zeebrugge in Belgio che permette di raggiungere la Gran Bretagna da Trieste.  Sull’asse Est europeo invece il servizio in partenza dal molo VII (Trieste Marine Terminal) verso Budapest  è tra i più performanti: inaugurato nel 2015 con 2 round trip settimanali, è passato da 4 a 7 e quindi alle attuali 10 coppie di treni a settimana, tanto che l’Ungheria sta diventando il primo mercato di riferimento di Trieste per il traffico ferroviario dei contenitori.

Merci varie
Altro elemento fondamentale della crescita del 2017 sono state le merci varie, 16.565.255 tonnellate di merce movimentata e un aumento a doppia cifra (+14,1%). Trieste rimane porta privilegiata per i traffici della Turchia in Europa: in costante aumento il comparto ro-ro con 314.705 mezzi (+4% rispetto al 2016). In crescita anche le rinfuse liquide con 43.750.555 tonnellate (+2,3%). Solo le rifuse solide portano il segno negativo, arretrando del 16,8%.

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