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08/11/2013
ambiente, autotrasporto

Sistri, un po' di chiarezza

dot Sistri, un po' di chiarezza
Sulla Gazzetta Ufficiale n. 255 (30 ottobre 2013) è stata pubblicata la legge n. 125 che ha convertito il decreto legislativo 101/2013 con la disposizione all’emendamento dell’articolo 11 che riguarda il Sistri, il sistema di tracciabilità dei rifiuti.
Il Fai – Federazione Autotrasporto Italiano, ha voluto chiarire in una nota quali sono i contenuti ora che sono nero su bianco.
Tipologia. Sulla tipologia dei rifiuti, è stato precisato che l’obbligo di utilizzo del Sistri riguarda solo i rifiuti speciali pericolosi. Solo dal 30 giugno dell’anno prossimo verranno inclusi anche i Rifiuti Urbani Pericolosi.
Vettori stranieri. Bisogna fare due distinzioni, quelli tra vettori italiani che effettuano trasporto all’interno dello Stato italiano è quelli stranieri che valicano in uscita o in entrata il confine nazionale. Il Fai preme affinché il Sistri sia applicato anche alla seconda tipologia di viaggi, costituendo in caso contrario una distorsione della concorrenza. La circolare stabilisce che per i vettori stranieri saranno soggetti al Sistri solo quelli che viaggiano all’interno del territorio nazionale e quelli in uscita, esenti, o meglio ad essi si applicano le regole comunitarie, quelli che dall’estero entrano in Italia o sono solo di passaggio. Scrive la circolare: «I vettori stranieri che, a titolo professionale, effettuano trasporti esclusivamente all’interno del territorio nazionale, sono soggetti all’obbligo di iscrizione al Sistri; lo stesso vale per il trasporto transfrontaliero in partenza dal territorio nazionale e verso Stati esteri. Per i vettori stranieri che effettuano trasporti transfrontalieri dall’estero con destinazione nel territorio nazionale, o con solo attraversamento del territorio nazionale, valgono le disposizioni sulla tracciabilità previste dal Regolamento comunitario n. 1013/2006».
Trasporto intermodale. Terminalisti ferroviari, marittimi e agenti raccomandatari marittimi saranno soggetti al Sistri, ma le modalità sono ancora da chiarire. Si tratta di quei soggetti «ai quali – spiega il Fai - sono affidati i rifiuti in attesa della presa in carico degli stessi da parte dell'impresa navale o ferroviaria o dell'impresa che effettua il successivo trasporto. La circolare scrive: «La legge di conversione n. 125/2013 ha espressamente incluso tra gli obbligati i terminalisti e gli altri operatori della fase intermedia del trasporto intermodale (definiti mediante una riformulazione che ripropone il testo dell’art. 188-ter, lettera g, del d.lgs. 152/2006, previgente al d.l. n. 101/2013), per i terminalisti e gli altri operatori della fase intermedia del trasporto intermodale, l’obbligo di iscrizione è stabilito direttamente dalla norma ma, per tener conto delle peculiarità dell’attività di detti operatori, è prevista l’adozione, entro sessanta giorni - cioè, prima che scada il periodo di moratoria delle sanzioni SISTRI - di un decreto ministeriale che stabilisca a regime le modalità di applicazione».
Tempi. Due date: 
• 1° ottobre 2013, per i trasportatori conto terzi di rifiuti speciali pericolosi e per le enti o imprese che effettuano operazioni di trattamento, recupero, smaltimento, commercio ed intermediazione di rifiuti speciali pericolosi. In questa categoria rientrano anche i nuovi produttori, cioè i soggetti che sottopongono i rifiuti pericolosi ad attività di trattamento ed ottengono nuovi rifiuti, diversi per natura o composizione rispetto a quelli trattati, ovvero ottengono rifiuti pericolosi dal trattamento di rifiuti;
• 3 marzo 2014 per le seguenti categorie: i produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi, gli enti e le imprese che trasportano i rifiuti da loro stessi prodotti, iscritti all’Albo nazionale dei gestori ambientali ai sensi dell’art. 212, comma 8, d.lgs. n. 6 152/2006, nonché i soggetti che effettuano il trasporto dei propri rifiuti, iscritti all’Albo nazionale dei gestori ambientali in categoria 5 ed i Comuni e le imprese di trasporto di rifiuti urbani del territorio della Regione Campania.
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Intanto il 14 novembre Fai ha convocato un'assemblea per decidere se entrare in sciopero. I motivi sono «l'assoluta assenza di atti concreti e tangibili» sul ritiro dell’abrogazione della norma che introduce il taglio dei rimborsi delle accise per l’autotrasporto di merci e persone. «Il sottosegretario ai Trasporti (Rocco Girlanda ndr) non ha portato nessun elemento di certezza se non quella che confida nell’impegno del ministro Lupi per ripristinare questa agevolazione nel pieno delle sue originarie previsioni». Fai si riferisce alla lettera che il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi scrisse al premier Letta e al ministro dello Sviluppo Economico Fabrizio Saccomanni. 
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