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03/05/2017
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Sinistri marittimi: bisogna saperli raccontare

dot Sinistri marittimi: bisogna saperli raccontare

del capitano Gaetano Mortola* - DL News 

 

Da Focus, sinistri marittimi, del 28/04 sera. La motonave si chiama SIGMA (nella foto), 10.000 T dwt, general cargo, 3 stive, bandiera liberiana, costruzione 2005, equipaggio ucraino. Era all’ancora nella rada di Livorno in attesa di ormeggio, ma si incattivò il libeccio e la nave andò a spiaggiarsi appena a Sud dell’entrata del porto, con la poppa a qualche decina di metri dalla battigia. Non ci furono né morti ne feriti. L’equipaggio rimase a bordo. Ma non posso fare a meno di fare qualche critica su come Focus ha descritto l’incidente. La nave aveva in precedenza scaricato grano a Mestre ma, dal Port State Control Inspection fu fermata per cinque giorni causa 10 negligenze alla sicurezza tra cui una al motore principale. Eliminate le irregolarità ricevette il “clearance” per partire per Livorno.

 

Il racconto di Focus dice che la colpa dell’incidente è da attribuirsi al tempo cattivo salvo eventuali responsabilità del Capitano che potranno scaturire allorquando sarà terminata l’investigazione. A tale proposito io penso che il comandante avrà certamente delle responsabilità. A prescindere dal fatto che per stare all’ancora con  tempo cattivo si possono prendere dei provvedimenti, aumentare le lunghezze di catena, dare fondo l’altra ancora (finché si è in tempo), mantenere l’elica avanti a lento moto con il timoniere al governo (sempre con l’ancora a mare). Operazione che riusciva bene con la propulsione a turbina perché con pochi giri si può governare per giorni, mentre un motore a lento moto si riscalda. Aumentare la zavorra, mantenere l’olio del motore caldo in Stand By, pronti a muovere, ma la cosa migliore è salpare per tempo, stare alla cappa o andare a ridosso di qualche isola. Cosa fece il comandante noi non lo sapremo mai. Con una nave scarica e poca zavorra a bordo non si sta alla fonda con forte cattivo tempo previsto dal bollettino. Forse il comandante non si fidava del motore oppure era nuovamente in avaria.

 

Oggi le previsioni meteo sono piuttosto precise ed un comandante non si deve lasciar sorprendere dal cattivo tempo a meno che non esistano circostanze particolari. Tuttavia la storia della marineria e ricchissima di simili sinistri. Focus, per descrivere il fatto ha intervistato un mucchio di gente, alcune autorità portuali ma anche la gente che osservava le operazioni dalla strada limitrofa. Hanno fatto soprattutto una grande pubblicità al porto di Livorno che è senza dubbio uno dei più trafficati in Italia. Ma il fondale nella zona ancoraggio non è uno dei migliori: tiene poco, e il libeccio la fa da padrone.

 

Sono stati superficiali nel descrivere le operazioni di recupero della nave, eseguita dai rimorchiatori per disincagliarla dalla spiaggia, adagiata su fondale soffice. Alla prima prova, con alta marea si ruppe il cavo alla seconda ci riuscirono. Naturalmente movimentarono anche la zavorra. La nave fu spiaggiata senza  riportare danni apparenti  allo scafo. Da una ispezione interna non fu rilevato nessun crack nelle lamiere, quindi non ci fu inquinamento. Tuttavia non è stato riportato quanto combustibile ci fosse nelle cisterne, Diesel /Fuel, ed in quali cisterne e se dette cisterne furono preventivamente controllate calcolandone il quantitativo. Quando esiste il rischio di “pollution” sono dati importanti. Rimuovendola dal fondale non si sa mai cosa c’è sotto lo scafo.

 

Non è stato detto niente su quanta zavorra avesse a bordo ed in quali doppifondi.
Non è stato descritto come fu dato volta il lungo cavo del rimorchiatore, se sulle bitte di prua o direttamente  ad una delle catene delle ancore.
Non è stato detto se aveva perso l’ancora o  ambedue.
Non è stato detto se i sommozzatori hanno perlustrato il fondo attorno allo scafo per vedere se era libero da rocce.
Non è stato detto se i sommozzatori nel controllare lo scafo, a poppa soprattutto, hanno riscontrato danni al timone e all’elica. La nave spiaggiò con la prua in fuori.
L’ultimo commento. Focus, rivista tecnico scientifica, quando  descrive i sinistri marittimi dovrebbe chiedere l’ausilio di qualche capitano esperto. Devono essere descritti tutti i particolari importanti perché sono visti anche dai marittimi, da gente competente nel campo, altrimenti fanno delle brutte figure.

 

*Master Mariner, Senior Surveyor  

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