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13/07/2015
porti

Sette giorni di scioperi al porto di Napoli

dot Sette giorni di scioperi al porto di Napoli
aggiornamento del 15/7. H09.00. I lavoratori Conateco - riuniti nelle sigle confederali Filt-Cgil, Filt-Cisl, Uiltrasporti e Ugl - confermano lo sciopero di oggi e domani. I motivi sono quattro: l'abolizione dei turni classici, che passano da turnistica "multi periodale programmata" a "non programmata"; un taglio medio dello stipendio (già da luglio) di 250 euro; il licenziamento di 101 persone su 360 dipendenti; infine la mancata erogazione del trattamento economico previsto Ccnl all'articolo 17 (assenze per malattia). Gli autotrasportatori del Fai si riuniranno domani, negli uffici di Napoli, per discutere dello sciopero.
 
 
di Paolo Bosso 
 
Si prospettano sette giorni di sciopero in poco più di dieci al terminal container del porto di Napoli. Dopo lo sciopero di oggi, ce ne saranno altri sei di ventiquattr'ore mercoledì e giovedì prossimi e lunedì, martedì, giovedì e venerdì della prossima settimana. Lo annunciano i sindacati. Uno scenario da incubo per i servizi e la viabilità interna dello scalo. 

Fumata nera all'incontro di oggi alla Ormel, l'agenzia interinale del lavoro della Regione Campania. Conateco, l'azienda che gestisce il principale terminal container dello scalo, sindacati, Comune e Autorità portuale si sono riuniti per affrontare la crisi del terminal container. C'è una procedura di licenziamento per 101 dipendenti su 360, la revoca dei turni e dell'accordo di secondo livello (taglio medio in busta paga di 250 euro per tutti). Tutte questioni rimaste aperte dopo l'incontro. Nessuna marcia indietro dal terminalista e così i sindacati hanno proclamato sciopero. «La crisi deve assumere un connotato congiunturale e non strutturale come invece lo pone l'azienda» spiega Antonio D'Auria della Filt-Cgil Campania.
 
 
La revoca della concessione
Tutto si giocherà giovedì, quando il Comitato portuale partenopeo si riunirà e discuterà di un ordine del giorno pesante: su proposta dell'Autorità portuale, la revoca a Conateco della concessione del terminal container.

La situazione è ingarbugliata perché del tutto nuova: ci sono stati tanti scioperi (anche se mai proclamati così tanti in successione) e in questi ultimi anni al tavolo delle negoziazioni ci si è seduti una miriade di volte. Ma così vicini a una vera crisi, con tanto di possibilità di revoca di una concessione trentennale, mai. 

La questione che verrà discussa al Comitato però non riguarderà il lavoro, quello è un tavolo aperto alla Ormel. L'incontro di giovedì verterà sui debiti di Conateco accumulati negli ultimi anni, la maggior parte in canoni di concessione demaniale non pagati. Un debito che, sommando il noleggio di due gru e altre voci minori, si aggira oggi sui sette milioni di euro.

Il Comitato portuale, per legge, non ha potere vincolante. Per cui l'Autorità portuale, proponendo la revoca delle concessioni, “costringe” l'organismo, nel quale confluiscono le rappresentanze degli operatori (incluso l'amministratore delegato della Conateco in rappresentanza degli imprenditori), a confermare la volontà dell'authority. 
 
Per un approfondimento della questione dei canoni demaniali, Informazioni Marittime ha intervistato un avvocato
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