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28/02/2018
eventi, porti

Security e Cyber security nei porti del Nord Adriatico. Il seminario a Venezia

dot Security e Cyber security nei porti del Nord Adriatico. Il seminario a Venezia

Security e cyber security. Sono i temi che hanno caratterizzato il seminario transfrontaliero tenuto ieri al porto di Venezia. Iniziativa che rientra tra le attività del progetto europeo SECNET, avviato a Trieste lo scorso ottobre e che ha ricevuto un co-finanziamento pari a 1.3 milioni di euro (di cui 250mila per il solo porto di Venezia) nell’ambito del Programma Interreg Italia-Slovenia, con l’obiettivo di rafforzare la capacità istituzionale e la governance transfrontaliera nella security portuale puntando ad accrescere la competenza dei porti in questo specifico settore con l’ausilio di innovativi sistemi informatici e fornendo competenze tecniche e specialistiche comuni a livello transfrontaliero.


Ai tre porti partner del progetto (Venezia, Trieste - capofila - e Capodistria) spetta il compito di avviare un piano d’azione congiunto per potenziare la difesa delle reti informatiche (cyber security) e la difesa delle aree portuali dall’accesso di soggetti non autorizzati, tramite l’implementazione di concrete azioni pilota. Venezia, con l’organizzazione del seminario sulla security fisica e cibernetica (strutturato con la partecipazione di relatori tra i massimi esperti internazionali in materia) anticipa di fatto un’esigenza dei responsabili della sicurezza dei porti nord adriatici: le misure aggiuntive e non coordinate di security si traducono spesso infatti in una più lenta movimentazione della merce e quindi in una minore competitività dei porti, a discapito dello sviluppo economico dei territori.


Gli interventi


Ad aprire i lavori il segretario generale dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale Martino Conticelli, il quale, ripercorrendo lo sviluppo delle misure di sicurezza che ha visto il passaggio da sistemi di presidio e controllo fisico del territorio a tecnologie sempre più avanzate ha sottolineato quanto il tema della cyber security rappresenti un aspetto cruciale in un campo a cui Venezia dedica attenzione da tempo; non è infatti un caso l’esito più che positivo dell’ispezione della Commissione Europea (dipartimento security) di qualche mese fa, tanto che i membri del gruppo ispettivo hanno assunto l’impegno di proporre a Bruxelles che alcune procedure già in uso nei terminal del porto di Venezia vengano adottate come buone pratiche anche da altri scali europei. Conticelli ha infine confermato l’importanza della cooperazione tra i porti su questo fronte, necessaria per raggiungere standard migliori e più competitivi.


Il training transfrontaliero ha visto la presenza di oltre 50 Funzionari per la sicurezza portuale provenienti dagli scali del Nord Adriatico, tra i quali anche il referente dello scalo di Chioggia. L’evento – articolato in 3 Sessioni tematiche – ha visto la partecipazione di illustri Accademici ed esperti di assoluta rilevanza.

 

Il Capitano di Fregata (CP) V. Paolo Leone, Ufficiale dei Ruoli Speciali del Corpo delle Capitanerie di porto, ha presentato i maggiori case history nelle prassi dei porti europei nella gestione della sicurezza fisica ed informatica emerse dalla ispezioni condotte dalla Commissione Europea, nonché un inquadramento generale sulla rilevanza strategica della tematica, condividendo anche le esperienze dirette dei gruppi di lavoro da lui condotti tra la Commissione Europea e la U.S. Coast Guard, e annunciando in anteprima a Venezia che è in corso di elaborazione uno strumento che verrà diffuso alle Autorità di Sistema Portuale per la raccolta di maggiori dati analitici sul cyber risk management.


Il professor Roberto Setola, coordinatore del Master Homeland Security, Università Campus Bio-Medico, Roma, ha illustrato le nuove tecnologie per la sicurezza fisica nelle are portuali e di “Cyber Security” sottolineando quanto la security non rappresenti una “spesa” ma un investimento necessario alla crescita.


Al professor Fabio Garzia, Università Sapienza di Roma (Dipartimento di “Ingegneria della Sicurezza”) il compito di relazionare su “La gestione multidisciplinare integrata della sicurezza nelle aree di manovra ferroviaria portuali”, tema che era stato richiamato anche nel corso degli interventi dei molti operatori presenti. Il prossimo appuntamento legato al progetto Secnet si terrà il 6 marzo a Capodistria.

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