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05/05/2011
politiche marittime

Scorte armate a bordo, a giugno una norma per l'Italia

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Scorte armate a bordo, a giugno una norma per l'Italia
Entro giugno l’Italia utilizzerà contractor privati o militari della Marina a difesa delle sue navi mercantili che navigano nelle zone ad alta densità di pirati. Dopo un lungo periodo di silenzio da parte del governo su un fenomeno che già da tempo ha assunto i toni dell’emergenza internazionale, un’intesa bipartisan tra maggioranza e opposizione porterà presto ad una norma che permetterà l’utilizzo di personale armato a bordo. 
E’ ancora presto per sapere se il provvedimento sarà nella forma di un decreto o di una vera e propria legge. Nel frattempo il sottosegretario alla Difesa, Giuseppe Cossiga, al termine di una riunione con i parlamentari del Pdl Michele Scandroglio, Giorgio Stracquadanio e Gregorio Fontana e del Pd Mario Tullo e Roberta Pinotti, ha assicurato che entro il prossimo mese l’Italia difenderà le sue navi. Il Senato ha prodotto una mozione firmata dalla Pinotti, secondo la quale «la soluzione più semplice è quella di portare team militari a bordo, perché in Italia le guardie giurate possono esercitare la difesa di beni, non di persone. Per sveltire i tempi, si potrebbe pensare di rendere operativa parte della normativa inserendola nel decreto sulla Libia».
Un’accelerazione al progetto di legge devono averla data gli ultimi due sequestri di due unità italiane: la “Savina Caylyn” e la “Rosalia D’Amato”, ancora nelle mani dei pirati. Sulla scelta se utilizzare scorte armate private o personale militare peserà quindi la decisione della maggioranza visto che è più propensa ad optare per la prima soluzione. 
Intanto dagli armatori arrivano i primi commenti. «Era ora» è stata la reazione a caldo di Angelo D’Amato, ad della Perseveranza di Navigazione. «Se questo provvedimento fosse arrivato prima – ha detto D’Amato – si sarebbero forse evitati gli ultimi due sequestri». Da Confitarma, invece, il plauso all’iniziativa. «Ringrazio il ministro Ignazio La Russa e tutto il governo – ha detto il presidente Paolo d’Amico per aver risposto concretamente alle nostre preoccupazioni e richieste. Sicuramente è un notevole passo avanti nella direzione auspicata da tutti noi. E’ necessario, però, che si proceda rapidamente all’emanazione del decreto legge perché ogni giorno, nelle zone ad alto rischio, ci sono mediamente tre navi italiane».
 
Paolo Bosso 
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