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03/02/2017
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Saloni: Nautica Italiana e Ucina, le ragioni del dissenso

dot Saloni: Nautica Italiana e Ucina, le ragioni del dissenso

Nautica Italiana ringrazia con una nota pubblica l’Onorevole Scalfarotto per il suo impegno e stigmatizza la decisione di Ucina che, con “atto irresponsabile e unilaterale”, ha rifiutato la proposta del MISE, che il Sottosegretario ha formalmente proposto alle due associazioni nautiche nel corso dell’incontro del primo febbraio a Milano, con la diretta conseguenza della mancata assegnazione dei fondi per l’organizzazione dei Saloni nautici di Genova (organizzato da Ucina) e Viareggio (organizzato da Nautica Italiana). Accuse pesanti, alle quali Ucina replica a stretto giro con un comunicato stampa: “Siamo sempre aperti al dialogo sui saloni – scrive l’associazione – ma contrari a iniziative che dividono e depauperano il sistema”. Cerchiamo dunque di analizzare, nel dettaglio, la posizione delle due associazioni.

 

Le ragioni di Nautica Italiana
“Come dichiarato pubblicamente dall’Onorevole Scalfarotto - precisa Nautica Italiana -, Ucina ha volontariamente e unilateralmente deciso di rinunciare al finanziamento, già sicuro, per la manifestazione genovese di settembre 2017. Un atto incosciente che ha come fine evidente quello di negare la possibilità che lo stesso ministero finanzi, in aggiunta, una nuova manifestazione nautica in Versilia, benché complementare e non concorrenziale per data, per target e per format. Ma non solo. Ucina si oppone oggi alla proposta del MISE di finanziare in modo più ampio un nuovo sistema di eventi nel Paese che moltiplichi le possibilità di business per tutte le aziende del settore”.


“Ucina – come dichiarato da On. Scalfarotto in un’intervista oggi al Secolo XIX - ha diffidato dell’onestà del Ministero, che da oltre 50 anni finanzia la manifestazione genovese contribuendo, sicuramente in passato, al suo successo nel mondo, e della sua capacità di verificare e valutare la non concorrenzialità dei due eventi. Ucina ha preferito sottrarre i fondi a tutto il settore, sprezzante della assoluta necessità per l’Italia di agire in una logica di “Sistema Paese” per far fronte alla concorrenza internazionale”.


“Nautica italiana – che ha sempre cercato di portare avanti un dialogo costruttivo con l’obiettivo di fornire nuovi strumenti al comparto - considera la decisione della presidenza di Ucina totalmente irragionevole e irresponsabile verso tutta la nautica italiana, che istituzionalmente avrebbe il dovere di rappresentare. E si chiede a questo punto se l’atteggiamento della Presidenza di Ucina non risulti coerente con interessi diversi da quelli del bene delle imprese nautiche italiane”.
“Con questo atto – prosegue il comunicato di Nautica Italiana -  Ucina si è assunta coscientemente la responsabilità di danneggiare l’intero comparto italiano, e in particolare il territorio genovese, per anni punto di riferimento per la nautica mondiale. Territorio che Nautica Italiana ha sempre rispettato e che fin dall’inizio ha cercato di inserire in modo costruttivo nei propri progetti”.


“Nautica Italiana  - a cui aderiscono oggi oltre 80 aziende produttrici di imbarcazioni accessori e servizi, identificando l’intero comparto sia in termini di rappresentatività di fatturato che nei diversi settori – ribadisce ancora una volta la propria strategia, ovvero di creare e attivare nuove forme di espressione per il comparto produttivo nautico italiano, affinché possa consolidare e ri affermare con forza la sua leadership internazionale. In questo quadro – conclude la nota dell’associazione - l’evento di Viareggio non è stato progettato per essere una copia di altri già esistenti, e così non sarà”.

 

Le ragioni di Ucina
“L’unico accordo che c’era, redatto per iscritto – scrive Ucina Confindustria Nautica nella sua comunicazione alla stampa - era sul tavolo del Sottosegretario del Ministero dello Sviluppo Economico dallo scorso 30 novembre. I termini di questo accordo, ricordati e condivisi dallo stesso On. Scalfarotto in un’intervista pubblicata il 6 gennaio scorso al quotidiano nazionale che riporta oggi alcune sue dichiarazioni, erano chiari e lineari: sostenere due eventi complementari organizzati rispettivamente da UCINA Confindustria Nautica e da Nautica Italiana, "a condizione che non fossero in concorrenza tra loro” e che la nuova kermesse viareggina rispetto al Salone Nautico di Genova avesse “un target differente: solo barche in acqua e solo yacht oltre il 24 metri di lunghezza.”


“Questo accordo non è stato sottoscritto da Nautica Italiana che – spiega Ucina - nonostante le dichiarazioni rese ancora in data 1 febbraio davanti al Sottosegretario Scalfarotto, ha intrapreso a cominciare dal Boot di Dusseldorf la promozione di una manifestazione che si sovrappone completamente al perimetro commerciale del Salone Nautico di Genova, rompendo di fatto le trattative in corso. La brochure e i moduli di adesione ai potenziali espositori che Nautica Italiana ha divulgato da fine gennaio dimostrano nei fatti la volontà di rivolgersi a tutti i settori merceologici e a tutte le unità da diporto dai dieci metri di lunghezza in su. La realtà dei fatti è che, nel corso dell'incontro del 1 febbraio scorso, Ucina - Confindustria Nautica non ha accettato di avallare, senza alcun documento scritto, senza regole o garanzia alcuna, un contro-evento fotocopia del Salone Nautico di Genova”.

 
“In una logica di sistema non bisogna dividere le risorse - ha commentato il presidente di Ucina Carla Demaria - ll nostro Paese ha bisogno di progetti concreti e innovativi, non di copie di ciò che già esiste e funziona. In questo caso la concorrenza è distruttiva e depaupera l’intera filiera. Ucina, che rappresenta, promuove e difende tutta la filiera della nautica in Italia e all’estero, ha il dovere di tutelare il sistema e il Salone Nautico di Genova che da 56 anni lo rappresenta, in Italia e nel mondo. E bene fa Ucina a difenderlo. L'edizione 2017 si presenta in crescita. Le richieste raccolte dagli espositori italiani ed stranieri al nostro stand al Salone di Düsseldorf sono molto positive: presenza rafforzata degli espositori già presenti nel 2016 e cantieri esteri che saranno presenti per la prima volta”.

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