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15/03/2016
politiche marittime, porti

Salerno, imprenditori uniti contro l'accorpamento

dot Salerno, imprenditori uniti contro l'accorpamento
Non è una battaglia di campanile. Non sono contrari all'accorpamento perché non vogliono stare col porto di Napoli, ma perché così perdono capacità di attirare traffici internazionali, autonomia, e con essa tutto ciò che di buono è stato fatto in questi ultimi anni. Imprenditori, industriali e sindacati di Salerno scrivono al premier Matteo Renzi, al ministro dei Trasporti Graziano Delrio e al governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca. Una missiva collegiale, la più corposa e rappresentativa fatta finora tra le diverse iniziative messe in campo negli ultimi mesi tra lettere e manifestazioni. Obiettivo: scongiurare l'accorpamento dell'Autorità portuale di Napoli con quella di Salerno, unificate in un'Autorità di sistema (in questo caso) regionale.
 
 
«I singoli porti resteranno fisicamente separati e la competitività andrà ricercata in ciascuno di essi, in modo direttamente proporzionale al livello di efficienza che ogni singolo scalo è in grado di mettere in campo. Salerno sta combattendo una battaglia per il libero mercato, la libera concorrenza, la libertà d’impresa, per il merito imprenditoriale, contro una visione che questa prospettiva vorrebbe soffocare», si legge. A soffocare questa realtà è proprio la riforma disegnata dal ministero dei Trasporti e licenziata dal Consiglio dei ministri il 20 gennaio scorso: «tale provvedimento – scrivono - non ha nulla a che vedere con la soluzione dei problemi veri della portualità italiana. Né ha alcuna fondatezza la tesi secondo cui l'accorpamento di alcune Autorità possa determinare la crescita dei traffici portuali in Italia, né tanto meno che possa consentire economie di scala, premessa di una maggiore capacità competitiva». Mantenere due Autorità portuali in Campania, invece, «renderebbe più forte la nostra regione proprio sul fronte della portualità».

Ma a cosa rinuncerebbe Salerno se venisse accorpata? Gli imprenditori locali elencano quattro strumenti:

• Piano di investimenti
• Piano regolatore
• Destinazione aree
• Indirizzo, programmazione, coordinamento, regolazione, promozione

È su questi quattro punti, scrivono le associazioni di categoria, che si gioca la contrarietà all'accorpamento. 

La lettera è stata promossa da Assotutela e firmata da: Camera di commercio locale, Aies/Ance, Assoagenti, Assospedo, Casartigiani, Cia, Cidec, Cna, Coldiretti, Compagnie delle Opere, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti, Confindustria, Fai, Unimpresa, Claai, Confagricoltura.
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