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05/12/2016
porti, politiche marittime

Riforma dei porti, il molo delle contese

dot Riforma dei porti, il molo delle contese

di Tobia Costagliola - DL News 

 

Avevo pensato di astenermi per un po’ dal riportare informazioni e commenti sull’attuazione della ormai famosa Riforma dei Porti e sull’andamento dell’iter per le nomine dei presidenti di AdSP. Il mio intento era quello di tracciare, soltanto alla fine di una procedura rivelatasi purtroppo interminabile, una panoramica di tutte le nomine con conferma degli insediamenti definitivi. Tuttavia non posso fare a meno di riportare alcune notizie in parte preoccupanti ed in parte chiarificatrici, per alcuni nostri dubbi o sottovalutazioni della Riforma dei Porti e sulle nomine dei presidenti.


1. La Corte dei Conti Europea, tra i vari commenti positivi e negativi sulla Riforma del Sistema Portuale italiano, ci aveva richiamato portando il caso del Nord Tirreno come esempio in cui, a distanza di 50 chilometri, si sono sviluppate quattro infrastrutture in concorrenza una con l’altra: Genova, Savona, La Spezia e Livorno (senza contare Vado, Marina di Carrara, Piombino, Portoferraio, Riomarina, ecc), censurando una scelta che non è inserita dentro un piano strategico. Questo aspetto della concorrenza tra porti, non solo nel Nord Tirreno, era già stato rilevato dalle pagine di DL News nel corso dei nostri periodici servizi sui porti.


2. A questo proposito è dell’ultima ora la notizia che Alberto Ricci, presidente di Confindustria di Livorno e Massa Carrara ha espresso forti dubbi sulla riforma portuale interrogandosi sulle motivazioni apparentemente inspiegabili che hanno portato all’accorpamento di Marina di Carrara con La Spezia evidenziando tutti gli effetti negativi derivanti dallo “smembramento” del sistema portuale toscano.


3. Mi viene da aggiungere solo una domanda: come si concilia il rilievo della CE con la visione di Delrio che vede “Il nostro paese come un molo nel Mediterraneo”? Considerando gli 8.000 km di coste, questa “visione “del ”molo “potrebbe indurci a pensare ai porti come a una miriade di attracchi facenti parte di una struttura “unica”. Ma la CE se la berrà? Ma si! Al diavolo la CE! (Al diavolo anche i finanziamenti ?...).


4. Avendo in mente questa “visione”, ancor prima del pronunciamento del Ministro, molti Presidenti di A.P., Sindaci ed altri soggetti istituzionali e non, hanno “pensato” e “progettato“ in grande”, per ogni singolo porto e, ovviamente, in concorrenza con il porto o i porti ubicati nella stessa area. Conseguentemente circa 60 porti italiani, tutti inclusi nelle nuove 15 Autorità dSP, pensando ”per sé” hanno comprensibilmente avanzato centinaia di progetti che spaziano dal semplice ed indispensabile dragaggio dei fondali (es. Ravenna) alla nuova diga foranea di Genova, al megaprogetto dell’Off Shore di Venezia, ecc.


5. Consoliamoci perché ora, finalmente, le cose stanno per cambiare. Per effetto delle nuove regole, le nuove autorità, quando saranno veramente operative, avranno l’obbligo di ritrovare un dialogo con Roma cambiando radicalmente i vecchi e ben noti sistemi che hanno portato a guasti, ritardi e diffusa paralisi decisionale.


6. Nel corso del 3° Forum Shipping and Intermodal transport tenuto a Genova il 22 nov.016 si è discusso, tra l’altro, di un altissimo numero di progetti infrastrutturali fermi “al primo ostacolo “ del CIPE. Marco Butti, della Banca Imi , ha in quella sede ricordato che tali progetti sono fermi non per problemi burocratici, come si crede, ma semplicemente perché ”non sono progetti sostenibili”. Già la settimana prima, il ministro Delrio aveva evidenziato che in Italia “abbiamo proposte di project financing per 30 miliardi di euro, ma quelle che stanno in piedi sono solo l`8%. Alcune sono credibili, le altre sono tutte fantasie, frutto di piani economico-finanziari totalmente sballati". Cosa dobbiamo pensare dei responsabili dei progetti e degli enti che li hanno commissionati e presentati? Aggiungerei che non si tratta di progetti presentati il mese scorso ma da lunga data. Per alcuni è stato dato un riscontro interlocutorio ma, per la maggioranza, non c’è stato alcun riscontro. Ciò che è grave, e che il Ministro non dice chiaramente, ma che si evince lo stesso, è la constatazione che il 92 % dei progetti è stato redatto da persone incompetenti, fantasiose e poco attendibili: chi, altrimenti, potrebbe redigere piani “sballati" che “non stanno in piedi”?


7. Ma allora, in assenza di altri progetti capaci di risolvere annosi e gravi problemi delle nostre infrastrutture, perché non si procede a dar corso almeno a quell’8% di progetti credibili? C’è da augurarsi che una concreta risposta venga data da quei “patti” con alcune città come Genova, Napoli, Venezia, ecc che il nostro Premier sta sottoscrivendo in questi giorni di “campagna elettorale”? Visto i ritardi e le difficoltà nella esecuzione di opere indispensabili ed il blocco quasi generalizzato di investimenti, c’è ancora da chiedersi se “il terzo valico e nodo ferroviario di Genova” o il dragaggio dei porti o ancora il taglio della banchina del ponte Etiopia a Genova facciano parte di quella lunga lista di progetti non sostenibili di cui ha parlato il ministro…


8. Tra gli obiettivi più significativi della Riforma Portuale erano stati indicati i “tagli alla burocrazia” e la “semplificazione”. Possiamo veramente dire che l’iter ancora in corso per la nomina dei presidenti AdSP rappresenti la via più semplice per raggiungimento di almeno uno di questi obiettivi? Abbiamo finora assistito ad una sconcertante e ridicola procedura che partendo dalla scelta del Ministro basata sui “curricula” dei candidati, deve essere approvata dai Consigli Regionali e approdare successivamente nelle due Camere, fermo restante, se ho ben capito, che spetta comunque al Ministro l’ultima parola. Si tratta di un circolo vizioso di dispersive discussioni e “trattative” a cui ora si aggiunge una ulteriore fase evidentemente non prevista: quella della Commissione Anticorruzione. Infatti, a seguito delle contestazioni di alcune nomine di presidenti AdSP, Codacons ha inviato una segnalazione ai componenti delle Commissioni Trasporti di Camera e Senato, alla Vigilanza sulle Autorità Portuali del Mit e all’Autorità Nazionale Anticorruzione, in cui si chiede il blocco delle nomine clientelari nei porti italiani non basate sui requisiti previsti dalla normativa vigente (sic!).


9. L’Autorità Anticorruzione presieduta da Raffaele Cantone, ha accolto la richiesta del Codacons di indagare sulle nomine ritenute illegittime dei presidenti delle Autorità di sistema portuali. Ne ha dato notizia il Codacons con un comunicato in cui si chiede, tra l’altro, ai componenti delle Commissioni Parlamentari e all’Anac di «avallare la nomina alla Presidenza delle Autorità di quei candidati i cui requisiti siano valutati esclusivamente e squisitamente sulla base della effettiva comprovata esperienza e qualificazione professionale nei settori dell’economia e dei trasporti portuale, e tenendo in debito conto di non esprimere parere favorevole su nomine in palese e comprovata incompatibilità per cumulo di impieghi e  incarichi». Ai deputati e senatori il Codacons chiede «di adottare esclusivamente i suddetti criteri di valutazione espressamente previsti dalla legge al di là delle logiche politiche o clientelari che troppo spesso vengono utilizzate nel nostro Paese per l’assegnazione di incarichi importanti, specie tenendo conto del fatto che le nomine in oggetto sono relative al settore considerato strategico e prioritario per l’economia del Paese». E ancora, «Le nomine  nei porti italiani sprovviste dei requisiti di legge, si legge ancora nella nota del Codacons, costituiscono un abuso d’ufficio e una violazione dell’art. 97 della Costituzione, e in caso di omissioni e violazione delle norme, l’Anac e la magistratura dovranno intervenire, mentre l’associazione si riserva la possibilità di impugnare al Tar le nomine illegittime». (CFR nota Codacons, Mattino di Napoli, e altra stampa nazionale specializzata). Ma le nomine non dovevano essere fatte dal Ministro, dopo avere fatto tutti i controlli di legge? Si contesta quindi l’operato del Ministro?... Sono notizie scoraggianti che ci fanno sentire come su un treno che corre a 300 all’ora e poi, ogni tanto, non solo si ferma, ma va a marcia indietro…

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