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22/05/2017
politiche marittime, armatori

Registro Internazionale, questo sconosciuto

dot Registro Internazionale, questo sconosciuto

di Fabrizio VettosiDL News

 

Caro Decio, […] visto che mi trovo, ed avendo speso gran parte della mia vita professionale come consulente e consigliere del Gruppo Moby (a cui devo molto) ed essendo attualmente impegnato in Confitarma di cui mi onoro di esserne Consigliere, devo dirti che mi dispiace dover leggere ogni giorno di acrimoniose polemiche, ed ancor di più vedere che il ruolo dei giornalisti si limita ad essere quello di cronisti (se rosa o nera non lo so) più che degli analisti tecnici […].

 

Trovo però deprimente che ad occuparsi di materie così importanti siano politici senza adeguata preparazione (mi scuseranno, saranno sicuramente molto colti in altre materie) sia di shipping,  tanto meno di economia marittima. Forse non tutti sanno che i Registri Internazionali (uso questo termine in quanto tutti i maggiori players marittimi mondiali ne hanno uno, dalla Grecia, alla Germania, all’Olanda), se vogliamo poi essere precisi, diciamo che la Grecia che controlla circa il 24% del tonnellaggio mondiale ha adottato il sistema di tonnage tax dal 1967 ed addirittura con la famosa l. 89/67 lo ha reso estremamente flessibile, eppure la Grecia ha prosperato su questo sistema e non mi sembra che i problemi del Paese siano dipesi dallo shipping. Ci si dimentica forse, che la nave è uno stabilimento produttivo itinerante e, che molte delle navi iscritte nel R.I. a volte non vedono nemmeno per una volta nella loro vita i porti Italiani e producono il loro reddito in forma non stanziale. D’altro canto, è così vero che la normativa comunitaria (da noi recepita) consente alle navi che svolgono traffico oltre le 100 miglia (anche di cabotaggio) di iscriversi nel medesimo registro e di ricorrere alla determinazione forfetaria del reddito in base alla tonnage tax od al Regime previsto dal R.I. laddove non adottino l’opzione per la tonnage tax. Preciso che quasi tutti gli armatori Italiani che svolgono cabotaggio con le isole maggiori (anzi potrei dire tutti) vi ricorrono correttamente.

 

Anzi, se vogliamo essere precisi, il nostro paese rischia di essere inadempiente nei confronti della EC in quanto, ad oggi, nonostante varie sollecitazioni, non abbiamo ancora recepito la norma comunitaria che prevede che il sistema di tonnage tax Italiano debba essere estendibile a tutte le altre bandiere comunitarie, nel senso che teoricamente un armatore spagnolo con bandiera spagnola deve poter optare per la Tonnage Tax Italiana, in quanto teoricamente già potrebbe avvenire il contrario. Pochi immaginano, ma alla luce del nostro sistema (che proprio perché il più giovane è anche il migliore), che l’Italia potrebbe diventare un centro dei servizi marittimi fortemente attrattivo e, quindi, creare ulteriore occupazione nei servizi marittimi; in tale contesto la più volte reiterata richiesta di un ministero deputato allo scopo (Il vecchio ministero della Marina Mercantile) sarebbe quanto mai opportuna.

 

Sotto la bandiera del Registro Internazionale i numeri non tornano
Per quanto concerne i numeri (a volte più del banco lotto che effettivi, scusami la battuta da scaramantico appassionato della cabala napoletana) mi farebbe piacere verificarli personalmente anche perché dalle varie affermazioni non tutto mi quadra. Però posso dirti che la teorica contribuzione del R.I. non è di un miliardo. E che in ogni caso gli extra comunitari non impattano in quanto vengono pagati sulla base del lordo per netto. Per quanto concerne le paghe, non so se ci sono armatori che pagano una “miseria” gli extra comunitari, lo escluderei. Per quanto riguarda la società che rappresento, i marittimi extracomunitari in tabella sulle nostre navi, siano esse di bandiera Italiana che di bandiera non Italiana, vengono remunerati in maniera identica a quelli comunitari.

 

Last but not least, con tutte le perdite accumulate dagli armatori Italiani negli ultimi 8 anni, laddove, per puro esercizio teorico, fossero a costretti a pagare le tasse in regime ordinario, penso che il tax rate sarebbe zero per più o meno analoghi prossimi anni. Dunque, penso che Salvini, Raggi, o Cociancich non abbiano la competenza tecnica per parlare di questi argomenti, ed in ogni caso se ce l’hanno e possono senza dubbio smentirmi. In tal caso, ovviamente, tengo a precisare, onde evitare ulteriori sterili polemiche, che questa mia è una nota tecnica scritta a titolo strettamente personale e, sottolineo a scopo esclusivamente tecnico.

 

- Il circo dello shipping italiano 

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