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07/07/2015
politiche marittime

Piano della logistica, il potere si centralizza

dot Piano della logistica, il potere si centralizza
di Paolo Bosso 
 
Cominciamo ad abituarci a chiamarla autorità portuale campana, adriatica, romana, calabra e siciliana. Saranno questi i porti, anzi i sistemi portuali italiani che arriveranno entro l'anno. Tredici, forse qualcosa in meno, o forse qualcuno in più. I negoziati sono aperti, ma non trapelano. Intanto il Consiglio dei ministri ha licenziato un testo che sarà l'ossatura del testo di riforma della legge 84/94. Oltre duecento pagine, di cui quasi tutte dedicate a spiegare ai componenti del Parlamento che cos'è la portualità italiana, europea, e quali sono i loro modelli di governance.
Perché di governabilità si tratta. Di attirare investimenti e spenderli bene. Di scegliersi il traffico che si vuole. Di mantenere autonomia finanziaria. I porti chiedono questo. Ma spieghiamo nel dettaglio tutti gli aspetti rilevanti del testo approvato in Consiglio dei ministri.

 
La parte congelata
Prima di affrontarlo, c'è da precisare che le tredici Autorità di sistema portuale sono attualmente congelate, nel senso che l'elenco non rientra nel testo approvato dal Consiglio dei ministri venerdì. Il che significa che saranno suscettibili di modifiche, come del resto tutto questo piano, da qui alla sua forma normativa. In ogni caso, quelli abbozzati sono:

1. Ponente Genova e Savona
2. Veneta Venezia
3. Friuli Venezia-Giulia Trieste
4. Adriatica centrale Ravenna e Ancona
5. Levante La Spezia e Marina di Carrara
6. Toscana Livorno e Piombino
7. Roma Capitale e Abruzzo Civitavecchia
8. Pugliese Bari, Brindisi, Taranto, Manfredonia
9. Campana Napoli e Salerno
10. Calabra e dello Stretto Gioia Tauro e Messina
11. Siciliana occidentale Palermo
12. Siciliana orientale Catania e Augusta
13. Sarda Cagliari-Sarroch e Olbia-Golfo Aranci

Ora veniamo al testo di riforma approvato in CdM, con l'elenco delle novità più importanti.

La nuova funzione del MIT
Il ministero dei Trasporti si riorganizza. La direzione generale della portualità avrà maggiori funzioni: monitoraggio dei traffici marittimi, produzione, aggiornamento e realizzazione di progetti. 

La governance
La gerarchia è così esplicitata: ministero dei Trasporti a capo di tutto. L'Autorità di sistema portuale (nel prossimo paragrafo spieghiamo cos'è) gestisce lo sportello unico doganale, lo sportello amministrativo unico e i “tavoli di partenariato della risorsa mare”. Alla fine della catena di comando ci sono le direzioni portuali-ex autorità portuali, che hanno sotto di loro il Comitato, che dovrebbe essere composto, ma non è scritto, da non più di cinque membri.

Autorità di sistema portuale
La logica è quella di «razionalizzazione, riassetto e accorpamento delle autorità portuali esistenti», come prescrive lo Sblocca Italia. Nasce l'Autorità di sistema portuale (AdSP), che concentra tutte le funzioni dell'autorità portuale: promozione, pianificazione, gestione e controllo. Il presidente è nominato ministerialmente, «sentito il presidente della Regione interessata». Il Comitato di gestione sarà composto dal presidente e da membri nominati dalle Regioni interessate e, ove presenti, dalle città Metropolitane. Nel Comitato di gestione partecipa, senza diritto di voto, l’Autorità marittima, salvo casi «in cui è competente ratione materiae». 
L'AdSP pianifica gli investimenti pubblici, preferendo quelli che hanno un co-finanziamento privato. Ma l'approvazione di questi, così come il Piano regolatore portuale, verrà da una “Direzione generale della portualità e della logistica” in seno al ministero dei Trasporti (vedi anche la voce “Pot e Prp”).

Direzione portuale
L'autorità portuale diventa “direzione portuale”, ufficio territoriale dell'AdSP «con compiti istruttori ai fini dell'adozione delle deliberazioni di competenza dell'AdSP». Ci sarà, quindi, la direzione di Napoli e Salerno in seno all'Autorità di sistema portuale della Campania. La direzione portuale avrà compiti amministrativi, ma «di rilievo secondario e puramente locale». I direttori delle direzioni portuali saranno nominati dal presidente dell'AdSP, sentito il Comitato di gestione, per una durata pari a quella del presidente stesso; parteciperanno al Comitato, ma senza diritto di voto.

Autonomia finanziaria
Spetta alle AdSP, non alle direzioni portuali. Il vincolo di destinazione per il singolo porto è della metà delle «disponibilità generate da ciascuno di essi». Qualsiasi finanziamento «dovrebbe essere comunque specificamente approvato dal ministero dei Trasporti».

Rappresentanza parti sociali
AdSp, sindacati, associazioni economiche, non-governative e di promozione sono tutti da considerare stakeholder del sistema portuale e logistico. Verranno tutti gestiti dal “Tavolo di partenariato della risorsa mare”, seguendo il Codice europeo di condotta sul partenariato (l. 74 n. 1, del 14 marzo 2014). Gli operatori saranno rappresentati nel “Comitato di cluster marittimo”.

Regioni in “ritardo di sviluppo”
Sono quelle regioni, individuate da Ue e ministero dello Sviluppo, il prodotto interno lordo pro-capite è inferiore al 75 per cento della media comunitaria. In pratica è tutto il Mezzogiorno: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Solo per loro l'AdSP avrà un'attenzione speciale come soggetto promotore e capofila di accordi di programma e di rete. Queste regioni avranno un'Area Logistica Integrata.

Area Logistica Integrata
È un'area logistica in regioni «in ritardo di sviluppo» in cui l'Autorità di sistema portuale sarà promotore e capofila di progetti per rilanciarne l'attività.

Sportello unico
L'Agenzia delle dogane guiderà lo sportello unico doganale, insieme all'Autorità di sistema portuale

Conferenze dei servizi più forti
Le Conferenze dei servizi passerebbero da strumento consultivo a «vincolante».

Dragaggi
Completamento del decreto che sta studiando il ministero dell'Ambiente che prevede la definizione di “materiali di escavo” al posto di “rifiuti” per il materiale dragato. La mossa è normativamente semplice, e potrebbe risolvere il paradosso per cui la sabbia dei fondali non può spostarsi nello stesso porto perché diventa rifiuto quando esce dall'acqua. Il decreto Revisione dei Siti di interesse nazionale.

Servizi tecnico-nautici
Vengono divisi in due tipi. Quelli di interesse pubblico che, connessi alla sicurezza della navigazione, sono di competenza della Capitaneria di porto. E quelli di interesse commerciale, di competenza dell'Autorità di sistema portuale.
Per quanto riguarda l'affidamento degli appalti, la proposta è gara europea per i servizi di rimorchio, anche per più porti, e mantenimento dell'attuale sistema per pilotaggio e ormeggio.

Concessioni
Emanazione di un decreto ministeriale per renderli omogenei all'ordinamento comunitario. Aggiornamento costante della durata, con possibilità di intervenire sulla base degli investimenti, dei piani d'impresa, dell'occupazione. La novità principale riguarda le opere nelle aree in concessione che, in caso di riassegnazione, potrebbero essere a carico del concessionario subentrante, con «un indennizzo corrispondente al valore commerciale o del costo di rimpiazzo dei beni».

Pot e Prp
Il Piano operativo triennale e il Piano regolatore portuale viene redatto con il sistema del logical framework approach. In pratica questi piani dovranno essere conformi a un Piano nazionale redatto da una “Direzione generale della portualità e della logistica” all'interno del ministero dei Trasporti.

Controlli fitosanitari
Uniformarli all'European and mediterranean plant protection organization.  

Ferrovie
Il modello deve seguire quello disegnato dalle reti transeuropee di trasporto, le reti Ten-T, con l'estensione dei corridoi ferroviari merci fino all'intero dei porti gateway. Dovranno avere due tipi di pianificazione: a lungo termine (12 mesi) o a corto termine (21 giorni). 

Piano energetico
Possibilità di inserire con un decreto legge l'obbligo di redazione di piani energetici. In pratica la fornitura di energia e la costruzione di nuovi impianti. Dal cambio di lampadine passando per la ristrutturazione di impianti di fornitura, fino alla creazione di strutture a gas naturale liquefatto. Il fondo che erogherà risorse economiche sarà il Greenports, che realizzerà i bandi gara.

Il Forum del partenariato logistico portuale
Un evento perlomeno annuale dove far incontrare governo e stakeholder, per garantire la «partecipazione e il dialogo promuovendo lofiche di inclusione sociale, condivisione delle informazioni», etc.
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