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27/03/2012
politiche marittime, nautica, porti

Nel Decreto Liberalizzazioni novità per la nautica

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Nel Decreto Liberalizzazioni novità per la nautica All’interno del Decreto Liberalizzazioni, approvato in via definitiva dalla Camera dei Deputati nei giorni scorsi, ci sono diversi provvedimenti di sviluppo per il comparto nautico e per l’indotto da esso generato che mirano a sostenerne il rilancio, con un'ottica di medio periodo. Ne è convinta la Confindustria nautica, Ucina, che ha seguito con attenzione l’iter legislativo di un testo che contiene importanti novità in particolare per quanto riguarda le procedure relative alla realizzazione di porti turistici attraverso lo strumento del project financing.
Con le nuove disposizioni i soggetti interessati a realizzare uno scalo turistico dovranno superare la sola conferenza dei servizi per il rilascio della concessione demaniale e non più anche una seconda conferenza per il project financing. L’esito della gara verrà definito dal comune di competenza anche sulla base della migliore idoneità dell’iniziativa selezionata a soddisfare gli interessi pubblici alla valorizzazione turistica ed economica dell’area interessata e alla sicurezza della navigazione. La normativa prevede inoltre che, se il promotore della gara non risultasse vincitore, avrà diritto al rimborso delle spese sostenute, con onere a carico dell’affidatario. Un’altra novità contenuta nel decreto liberalizzazioni riguarda la semplificazione dell’attività di noleggio per le unità superiori ai 10 metri, con la possibilità che esso possa essere esercitato in forma occasionale dallo stesso armatore proprietario dell’imbarcazione o da persona da lui designata, con obbligo di patente nautica per le imbarcazioni (10-24 m) e di titolo professionale per le navi da diporto (>24m). L’attività di “noleggio occasionale” sarà d’ora in poi soggetta a un’imposta sostitutiva del 20% per i corrispettivi conseguiti fino a 30.000 euro, e non sarà considerata attività commerciale,  non potendo conseguentemente godere delle agevolazioni previste per le imprese. In altre parole, il possessore di un’unità superiore ai 10 metri potrà finalmente noleggiarla come avviene per il proprietario di una casa al mare per ripagarsi i costi di manutenzione; di contro un’agenzia di charter potrà più facilmente reperire sul mercato imbarcazioni disponibili al noleggio, diminuendo la propria esposizione finanziaria.
Importante anche il lavoro di semplificazione del regime doganale delle navi da diporto extra Ue, che riallineandosi alla normativa francese, consentirà ai porti italiani di diventare home port per le grandi unità estere (dai 24 metri in su). Con l’approvazione della nuova norma le grandi unità estere potranno infatti permanere nelle nostre acque facendo la normale pratica doganale richiesta ma mantenendo la propria bandiera, possibilità ad oggi preclusa. Anche per ciò che riguarda il regime dell’export ci sono dei cambiamenti: la semplificazione prevede che le unità possano intendersi destinate al consumo dentro o fuori dal territorio doganale su semplice rilascio di una dichiarazione rispettivamente di importazione definitiva o di esportazione definitiva da parte dell’armatore con una grande risparmio di tempo e riduzione della burocrazia.
Il “Decreto Liberalizzazioni” ha inoltre trasformato la tassa di stazionamento in imposta di possesso sul bene modificandola da tassa giornaliera a tassa  annuale, con conseguente riduzione degli importi compresa tra il 50% e il 90% rispetto a quelli originariamente previsti. La norma appena varata prevede inoltre l’estensione della tassa a tutti i possessori italiani di imbarcazioni e navi, anche se con bandiera estera. Tale tassazione non riguarderà invece le unità di proprietà degli stranieri, anche se battenti bandiera italiana, né i natanti per le unità beni strumentali delle imprese di noleggio e locazione e non verrà applicata alle nuove immatricolazioni per  il primo anno. “C’è grande soddisfazione per tutti coloro che hanno preso parte attiva nel complesso ed articolato lavoro che ha prodotto questi risultati”, spiega il presidente di Ucina, Anton Francesco Albertoni.  “La nautica è tornata a rappresentare una tematica importante nelle decisioni del Governo, recuperando il suo status di comparto industriale centrale, nel quale si ricomincia a credere quale forza utile alla ripresa economica del Paese”.
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