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23/08/2011
ambiente, cantieri, politiche marittime

Navi più grandi e più lente. Marpol disegna il futuro delle costruzioni

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Navi più grandi e più lente. Marpol disegna il futuro delle costruzioni
Un nuovo regime obbligatorio trasformerà in futuro l’andamento del traffico marittimo ma soprattutto delle costruzioni: gli armatori saranno costretti ad ordinare navi più grandi e più lente. La novità è il frutto di un accordo stipulato a metà luglio tra la Commissione Protezione Ambiente Marino (Mepc) e l’International Maritime Organization (Imo). Un sistema normativo internazionale che interesserà tutti gli armatori a livello globale volto a ridurre l’emissione di gas serra.
Ai sensi del capitolo 4 del Marpol Annex VI, le future ordinazioni di navi dovranno conformarsi all’Eedi (Indice di Progettazione di Efficienza Energetica) dell’Imo per ciascuna categoria di navi portando così automaticamente a costruire navi più grandi e più lente. Addio al boom di costruzioni degli ultimi anni quindi, crisi a parte. Con queste nuove norme, infatti, gli ordini avranno vincoli precisi che non permetteranno più agli armatori di ordinare ciò che vorranno. C’è ancora tempo per adeguarsi: tali regole, che si applicano a tutte le navi con un peso superiore alle 400 tsl., visto che dovrebbero entrare in vigore non prima del gennaio 2013. In base alla regola 19, l’amministrazione può concedere una deroga nei casi in cui i contratti più recenti siano stati sostanzialmente concordati, sebbene non ancora sottoscritti. La deroga però, si legge nel Marpol, non può essere applicata alle navi, sempre superiori alle 400 t.s.l., nel quale “il contratto di costruzione sia stato assegnato quattro anni dopo l’entrata in vigore del capitolo 4”; quando “la chiglia o la fase di costruzione sia ad uno stato simile quattro anni e sei mesi dopo l’entrata in vigore del regolamento”; quando “la consegna sia prevista sei anni e sei mesi dopo l’entrata in vigore del regolamento”; infine “nei casi di rilevante conversione di una nave nuova od esistente, quattro anni dopo l’entrata in vigore della norma”.
Il capitolo 4 dell’allegato Marpol VI è stato accolto favorevolmente dall’International Chamber of Shipping e da quarantanove stati membri. Solo due si sono astenuti e cinque si sono opposti, fra cui la Cina ed il Brasile. «Sebbene non all’unanimità – ha commentato il segretario generale dell’Imo Efthimios E. Mitropoulos - la Commissione ha ora adottato gli emendamenti al Marpol Annex VI, introducendo misure tecniche ed operative vincolanti per l’efficienza energetica delle navi. Speriamo che il lavoro successivo relativo a queste tematiche possa consentire a tutti i membri di approvare il provvedimento, in modo che possa essere completata l’iniziativa a servizio dell’ambiente cui i provvedimenti in questione mirano».
Il prossimo passo dell’Eedi dell’Imo riguarderà l’imposizione di un’imposta sull’anidride carbonica. Il livello dell’imposta dipenderà da quanto la singola nave rispetterà l’Eedi, sebbene non sia molto chiaro chi sarà responsabile della gestione delle misure a livello globale. Un tema che probabilmente sarà discusso in occasione della prossima Unfcc (conferenza dell’ONU sui cambiamenti climatici) che si svolgerà a Durban alla fine dell’anno, nella quale l’Imo potrebbe non essere coinvolta.
 
(fonte: Cisco e ci-online.co.uk

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