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03/12/2013
politiche marittime, porti

Napoli, porto delle molte promesse

dot Napoli, porto delle molte promesse
di Paolo Bosso 
 
«Caro direttore, da quasi un anno il porto di Napoli è sotto regime commissariale». Inizia così la lettera che il presidente del Propeller Club Umberto Masucci ha inviato al Corriere del Mezzogiorno (30 novembre). Un incipit alla realtà dello scalo campano, un appello a fare presto, a nominare il presidente, a far tornare la normalità in un porto che non è più normale da tempo.
L’Autorità portuale è in stato confusionale dopo un’intervista del presidente Luciano Dassatti che a Il Mattino del 23 novembre disse che a lavorare erano solo lui e altri cinque, sottintendendo l’inefficienza di tutto il resto. Giù le polemiche, le facce offese, le precisazioni del segretario generale («qui lavoriamo tutti») e il resto della dirigenza dell’authority che in un documento congiunto gli chiedeva le dimissioni. Poi una specie di dietrofront del presidente che, sempre su Il Mattino (30 novembre), non si scusa, chiede di abbassare i toni dopo averli alzati, ed esprime il desiderio di chiudere il polverone, andare avanti.
Già, avanti. Dove? Verso il Grande desaparecidos Progetto? Dove sono i 240 milioni che la Regione Campania ha tanto sbandierato orgogliosamente? Dove sono i due tronconi del piano (85,8+154,2 milioni) che se chiedi all’Autorità portuale ti dice di chiedere alla Regione Campania che ti dice di chiedere a Bruxelles che a sua volta aspetta una risposta dalla Regione? Alla fine il "barile" da qualche parte rotola. Risale infatti esattamente a due anni fa (1 dicembre 2011) la lettera che Willebrordus Sluijters, capo unità della Politica Regionale della Commissione europea, inviò a Dario Gargiulo del Fesr-Por Campania e ai dirigenti per la Politica Regionale Unitaria Comunitaria del ministero dello Sviluppo Economico Sabina De Luca e Maria Ludovica Agrò. Una missiva che raccoglie l’ultima testimonianza ufficiale sullo stato di avanzamento del Grande Progetto, dove si evidenziavano: possibili aiuti di Stato, «funding up» poco chiaro, «calendario approssimativo» sulle procedure di gara ed «elementi insufficienti» nella strategia di valorizzazione del sistema logistico campano con Napoli e Salerno al centro. Pertanto l’Ue chiese: «costi stimati», «cronoprogramma», «fonte di finanziamento» per ciascuna opera, complementarità con i progetti ventennali della Darsena di Levante e del terminal container, e maggiori dettagli sui collegamenti ferroviari. La risposta fu, ad agosto scorso, la divisione in due tronconi e due tempi (La Repubblica Napoli, 3 agosto) del Grande progetto. Poi più nulla. L’Autorità portuale disse che a settembre sarebbe dovuta arrivare da Bruxelles l’approvazione o meno di questo Grande Progetto bis, ma al momento ci sono solo bocche cucite in Regione e caccia ai (presunti) fannulloni all’Authority. 
Intanto il porto rischia non tanto di perdere il Grande progetto, quanto di ritrovarsi tra le mani soltanto “Grandi Progetti”. Dove sono i piani ormai ammuffiti per la Darsena di Levante e il piping dei petroli? Dove sono gli interventi per le autostrade del mare, la riqualificazione del molo San Vincenzo, la delocalizzazione dei cantieri, il waterfront, il museo del mare, i dragaggi, la bonifica dei fondali? Se chiedi agli interessati rischi di farti sotterrare dai "barili". Intanto il porto, come sottolinea Masucci, è «assente dai tavoli nazionali e internazionali dove ultimamente si parla sempre di Genova, Civitavecchia, Venezia» e «sempre meno di Napoli». Commissariato da quasi un anno, lo scalo rischia di diventare, parafrasando il saggio di Adolfo Luzio Scotto, soltanto il porto delle molte promesse.
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Ultim'ora (3 dicembre h. 16): Perdura lo stato di agitazione dei lavoratori dell’Autorità Portuale di Napoli, riuniti dal giorno 25 novembre 2013 nel salone del Comitato Portuale. In un comunicato i lavoratori denunciano "la reiterata, grave e irriguardosa condotta tenuta dal Commissario Straordinario Luciano Dassatti che si rifiuta di ricevere tutti, dipendenti e dirigenti dell’APN.
L’assemblea ha deciso di presidiare ad oltranza la sala del Comitato Portuale, eleggendola a luogo simbolico deputato a rappresentare le legittime e inascoltate istanze dei lavoratori.
In attesa di ulteriori sviluppi,  ha programmato per lunedì 9 dicembre 2013 alle ore 10.00 un incontro con le Segreterie Confederali, Regionali e territoriali".
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