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21/07/2015
armatori, politiche marittime

Migranti, i consigli dell'Ics agli armatori

dot Migranti, i consigli dell'Ics agli armatori

di Marco Molino 

 

Per riuscire a soccorrere in mare una persona in pericolo di vita, può rivelarsi utile (talvolta) anche un’azione improvvisata. Tutt’altro discorso quando si parla di intensi flussi migratori, di migliaia di disperati che sfidano le onde su sgangherati barconi per raggiungere la “terra  promessa” di un futuro migliore. Tra i tanti che si avventurano nelle acque infide del Mediterraneo, molti non non ce la fanno a raggiungere l’altra riva. In questi casi le operazioni di salvataggio vengono definite “rilevanti” perché coinvolgono un grande numero di individui tra soccorsi e soccorritori. Per strappare alla morte tanta gente, c’è bisogno di interventi ben organizzati, di manovre studiate e coordinate, anche quando a darsi da fare non sono i rappresentanti delle forze dell’ordine o i militari.

 

Le linee guida
Ecco perché l’associazione armatoriale International Chamber of Shipping (Ics) ha aggiornato le proprie linee guida per tali missioni che sempre più spesso coinvolgono le navi mercantili e i loro equipaggi (circa 50mila migranti salvati fino ad oggi). I modelli d’intervento “rivisti e corretti” prendono appunto in considerazione la notevole esperienza acquisita recentemente dalle società di navigazione. Ovviamente gli armatori non sono obbligati a seguire queste regole, che messe insieme costituiscono però un utile prontuario di buone prassi per gli addetti ai lavori. Ma su quali aspetti si concentrano le nuove guidelines? Cerchiamo di saperne di più.

 

Preparazione

Una buona organizzazione degli interventi presuppone la formazione adeguata degli equipaggi con corsi specifici che stabiliscano piani e procedure. Ogni lavoratore marittimo deve poi familiarizzare con i compiti generali e di emergenza che già preventivamente gli sono assegnati. I cargo dovranno inoltre essere forniti di cibi, bevande e materiale sanitario di primo soccorso per ospitare degnamente a bordo i migranti eventualmente salvati.

 

Operazioni di soccorso
Per assicurare il necessario sostegno durante le operazioni di salvataggio e l’assistenza tempestiva delle persone a rischio, le navi mercantili devono comunicare costantemente via radio con le forze di sicurezza governative presenti nell’area. Ogni membro dell’equipaggio deve essere pronto e attrezzato per accogliere a bordo persone (spesso donne e bambini) in difficoltà. Rimane comunque prioritaria la sicurezza dello stesso equipaggio, che in nessuna fase dell’azione di soccorso deve mai essere compromessa.

 

Accoglienza e gestione dei migranti
Le persone soccorse vanno trattate il più umanamente possibile, ferme restando le limitazioni della nave e le capacità logistiche dell’equipaggio. A chi viene tratto dal mare bisogna sostanzialmente assicurare: una costante protezione dalle condizioni meteorologiche avverse (pioggia, sole o calore intenso); interventi di pronto soccorso o eventuale assistenza medica; condizioni igieniche decorose; lo sbarco appropriato e accelerato in luogo sicuro.

 

Lo sbarco dei migranti salvati

I migranti sbarcati da un mercantile devono essere affidati alle forze governative responsabili nella regione di approdo. Lo sbarco dei passeggeri dovrebbe avvenire in un luogo di sicurezza e alla prima occasione. Questo perché bisogna tener conto delle circostanze specifiche della nave, in particolare quelle relative alla sistemazione e gestione delle persone tratte in salvo. La capacità dell'equipaggio di fornire un riparo, acqua, assistenza medica e alimentare. La necessità di ridurre al minimo la deviazione dal viaggio pianificato. Dopo lo sbarco, al fine di garantire la salute dell'equipaggio, sono importanti le seguenti azioni: una vasta ricerca di passeggeri clandestini a bordo subito dopo il trasferimento-sbarco delle persone soccorse; la pulizia efficace con acqua calda, detersivo e soluzione disinfettante (cloro o simile) delle aree dove sono state alloggiate le persone soccorse, comprese le zone sanitarie, o che sono state utilizzate per lo stoccaggio di eventuali non sopravvissuti.

 

Ma i governi devono fare di più
Secondo il segretario generale dell’Ics, Peter Hinchliffe, si tratta di linee guida assolutamente necessarie per affrontare l’attuale emergenza migranti nel Mediterraneo. “Ciò non significa però che il costante ricorso alle navi mercantili per svolgere un ruolo che spetta ai governi sia accettabile e tantomeno sostenibile. Il settore - ha concluso Hinchliffe - ha fatto e continuerà quindi a fare pressioni sugli Stati affinché si impegnino maggiormente per affrontare adeguatamente la crisi umanitaria di questi anni”.

 

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