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28/07/2017
armatori, logistica

Mercato dei noli, il futuro è questione di rotta

dot Mercato dei noli, il futuro è questione di rotta

di Massimo Granieri - DL News 

 

La boa dei primo semestre l’abbiamo già lasciata sulla nostra scia e con il Ferragosto in rotta di collisione le ferie estive sono il nostro prossimo obiettivo ma negli scagni come sulle navi, ad esse intimamente legati, si lavora come si dice in gergo SHINC (Sundays Holidays Included). Tempo di ferie ma anche di bilanci che per quanto parziali sono necessari soprattutto per il mercato dei noli  che necessita di un  monitoraggio costante.

 

Un anno che sino ad ora e ragionevolmente sino alla fine dovrebbe, il condizionale in questo caso è più che mai di rigore, superare il bilancio dello scorso. Nulla di eclatante anzi previsione persino scontata se si considera che il 2016 per il mercato dei noli e in particolare quello dei carichi secchi è stato tra i peggiori da che “La Tempesta Perfetta”, a metà del 2008, si è abbattuta sullo shipping e tutt’ora costringe l’armamento a mettersi alla cappa. Un evento unico nel suo genere che ha spazzato completamente il vecchio concetto di ciclicità del mercato obbligando gli operatori del settore a riconoscere che rimanere in apnea in attesa di un naturale ritorno del buon tempo, dopo quasi 10 anni di crisi, significa morire annegati. Ma di questo ne abbiamo già ampiamente parlato.


Una buona notizia arriva dalle nuove consegne, cala il numero delle nuove unità che toccheranno il mare nel 2017. Nel 2016 infatti sono state consegnate circa 550 nuove bulkcarriers (di portata superiore alle 20.000 dwt) per un totale di poco più di 46 milioni di tonnellate di dwt contro i 42 milioni previsti entro la fine di quest’anno.

 

La cattiva notizia giunge invece dal settore delle demolizioni che ha registrato quest’anno un’inversione di tendenza da che  lo scorso anno sono state smantellate quasi 30 milioni di dwt di naviglio con un incremento rispetto al 2015 del 7%. Nel 2017 un mercato dei noli in leggero anche se altalenante aumento ha portato una boccata di ossigeno nelle casse degli armatori che hanno, almeno alcuni di loro, messo da parte la paura  e i piani di smantellamento.

 

Nei primi 5 mesi di quest’anno sono state ridotte a ferraccio solamente un centinaio di unità per un totale di quasi 8 milioni di dwt. Chissà se le nuove regolamentazioni riguardo la gestione delle acque di zavorra e l’utilizzo di bunker a basso contenuto di zolfo per la navigazione nelle aree Seca li spronerà a cambiare nuovamente idea... L’interesse nei confronti delle nuove costruzioni è crollato decisamente nel 2016 con ordini per totale intorno agli 11 milioni di dwt, mentre nei primi 5 mesi dell’anno in corso sono stati firmati 30 nuovi contratti di costruzione per circa 3,6 milioni  di dwt.

 

Un altro dato interessante. La taglia delle bulkcarrier continua a crescere costantemente negli anni sino a raggiungere ora le Valemax da 400,000 dwt, le Capesize sono passate a 210,000 dwt, la taglia standard delle Baby-Capes è ora di 120,000 dwt, le Post panamax sono cresciute sino a raggiungere quota 100,000 dwt e le Ultramax 65,000 dwt.

 

L’attuale ordebook è ora concentrato su taglie tra le 30.000 e le 85.000 dwt e tra le 180.000 e le 250.000 dwt. Tra il 2018 e il 2019 sono previste entrare in servizio ben 31 VLOC da 400,000 dwt, gestite direttamente o indirettamente dal gigante Vale per il trasporto di minerale dal Brasile principalmente verso la Cina o il sud east asiatico.

 

Non male la crescita dei traffici marittimi dell’ultimo decennio che si è attestato intorno al 6% annuo dove i traffici delle rinfuse rimangono dominati dall’industria siderurgica e  energetica con il sessanta per cento delle rinfuse movimentate sul globo rappresentato dal minerale di ferro e carbone. Il resto è costituito da grano, prodotti granari, bauxite, petcoke, fertilizzanti, prodotti di ferro, prodotti forestali etc etc. La Cina rimane il principale locomotore assorbendo il trenta per cento dell’economia globale e consolidando la sua posizione di secondo paese consumatore al mondo immediatamente dopo gli Stati Uniti.

 

Siamo quindi ancora dentro la burrasca ma all’orizzonte si intravede un possibile chiarore e chi va per mare sa che è il momento più delicato perché il buon tempo non lo si “incoccia” ma si deve fare la rotta giusta per arrivarci. E la rotta giusta in questo caso è il tanto agognato ribilanciamento tra domanda e offerta raggiungibile unicamente con il ridimensionamento della capacità di stiva.

 

Ci si era avviati bene nel 2016, ma quest’anno abbagliati da qualche chiaro d’acqua si è persa di vista la bussola allungando pericolosamente la rotta proprio quando non abbiamo più molto carburante per uscire da questa buriana. Mina a metà degli anni ’80 cantava “Questione di feeling” per il futuro del mercato dei noli ora è una “Questione di rotta”.

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