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17/01/2018
armatori, logistica

Maersk ed IBM, joint per creare una blockchain dello shipping

dot Maersk ed IBM, joint per creare una blockchain dello shipping
di Paolo Bosso

Si parla del Bitcoin da mesi ma non abbastanza di uno dei suoi strumenti più importanti, la blockchain, e dell'impatto che potrebbe avere sullo shipping, sulle navi, il luogo dove vengono trasportate quasi tutte le merci dell'economia-mondo. Uno dei sistemi di validazione informatica più promettenti degli ultimi anni, la blockchain, verrà utilizzata anche dal primo armatore al mondo, Maersk Line. A marzo dell'anno scorso si è parlato di un progetto avviato dalla compagnia di navigazione danese insieme alla società informatica IBM. Martedì le due società hanno annunciato la stilupa di un accordo, una joint «per migliorare l'efficienza e la sicurezza», per creare «un ecosistema di compagnie attraverso la catena logistica». Si tratta di un registro contabile immodificabile dall'esterno che tiene traccia di ogni passaggio documentale subìto dalla merce. Con il sistema della blockchain la particolarità è che questo registro contabile, che nell'ambiente viene definito “single window”, è in diretta streaming: ogni atto amministrativo non solo avviene telematicamente ma è possibile assistervi virtualmente, ricevendo istantaneamente la notifica amministrativa e procedendo così subitamente al passaggio successivo. È la rivoluzione di internet: la possibilità di partecipare simultaneamente, in un unico luogo, ad eventi distanti nello spazio.
 
La nuova società gestita da IBM e Maersk avrà sede a New York. IBM e Maersk collaborano dal 2006, soprattutto nell'ambito cloud, e hanno venduto i loro servizi a DuPont, Dow Chemical, Tetra Pak, Port Houston e Rotterdam Porto Community System Portbase. Hanno detto che General Motors e Procter and Gamble si sono mostrate interessate alla joint, oltre alle dogane di Singapore e Perà, Apm Terminals, Psa International. Per il direttore commerciale di Maersk, Vincent Clerc, si tratta di cogliere il «potenziale ernome» nell'offrire «una piattaforma digitale neutrale e aperta». La blockchain nello shipping, secondo Bridget van Kralingen, senior vicepresident di IBM Global Industries, Solutions and Blockchain, «può promuovere nuovi modelli di business presso milioni di organizzazioni della supply chain globale».
 
L'impatto della blockchain nello shipping
L'utilizzo della blockchain potrebbe avere un impatto rivoluzionario in un sistema, quello del trasporto delle merci via mare che è talmente strutturato da avere una delle burocrazie più corpose. Muove il 60 per cento del Pil mondiale, l'80 per cento delle merci – pari a 4 mila miliardi - e costa ogni anno quasi 2 mila miliardi. Viene generata una quantità considerevole di documenti, perlopiù cartacei, che determinano costi in certi casi superiori alla spedizione stessa. Maersk e IBM hanno calcolato un viaggio tipo: la spedizione di fiori dal porto di Mombasa a quello di Rotterdam. Contiene fino a 200 comunicazioni coinvolgendo una trentina di persone/enti tra società di spedizione, brokers, governi, autorità portuali e armatori.  L'esportazione viene autorizzata da tre agenzie. Sei documenti descrivono, tra le altre cose, il trattamento fitosanitario ricevuto, la qualità del prodotto e le tariffe applicate. Con la blockchain l'autorizzazione delle tre agenzie verrebbe istantaneamente notificata su desktop, in un back-office, in diretta. Parallelamente il porto di Mombasa riceve il responso sulle ispezioni sanitarie dei fiori, lo stato delle celle frigorifere del container, la messa in carico sul camion e l'approvazione delle autorità doganali. Tutte informazioni notificate nel momento in cui vengono compiute e subito condivisibili. Un'unica catena di eventi in un unico posto. Secondo i calcoli di Maersk, una blockchain nello shipping potrebbe aumentare il volume di traffico del 15 per cento. Abbattendo la possiblità di ritardi e frodi, le potenzialità di una singola finestra documentale di questo tipo sono rivoluzionarie. Ma che cos'è una blockchain?

Cos'è una blockchain (wiki)
La blockchain è un registro informatico aperto che ha rivoluzionato la “criptovaluta”, la moneta virtuale – di cui Bitcoin è la più famosa – permettendole di diventare una moneta a tutti gli effetti, ovvero un conio la cui validazione permette agli utilizzatori di riporci fiducia, proprio come una moneta tradizionale. Per far ciò la blockchain è aperta, cioè consultabile da tutti e decentralizzata, ovvero non ha un'autorità che ne approva il funzionamento. Per far ciò accompagna ogni singola transazione registrandone il movimento, permettendo di risalire a ogni precedente transazione, fino alla prima assoluta. Ogni transazione genera un blocco che a sua volta suggerisce un nodo a cui agganciare il prossimo blocco (la prossima transazione). Ogni modifica di un blocco, che non sia una transazione, ha ripercussioni su tutti i blocchi precedenti, distruggendo così la stessa catena. La blockchain è così impossibile da manomettere. Il primo sistema a “blocchi di hash” risale al 1991 ma il tipo utilizzato oggi è quello di Satoshi Nakamoto, lo pseudonimo dietro l'inventore (o gli inventori) del Bitcoin, ideato nel 2008 e implementato nel 2008.

Così descritto, è chiaro che si tratta di un sistema di validazione dalle potenzialità talmente innovative da andare al di là del suo utilizzo come valuta: è un registro contabile decentralizzato, incorrutibile e condivisibile nello stesso processo di scrittura. Per lo shipping le sue potenzialità diventano notevoli per rintracciare – e soprattutto semplificare – l'intero percorso di una merce da quando viene stivato in un container fino al suo arrivo in negozio. L'elemento rivoluzionario sta nel fatto che tutto avviene in un unico posto (la blockchain) e senza un'autorità terza che debba certificare ogni passaggio. Dopo la pubblicazione del “libro bianco” di Nakamoto sul funzionamento del Bitcoin, praticamente ogni banca, ogni istituto finanziario, hanno iniziato a lavorare a una propria blockchain. Da oggi ci lavorano anche gli armatori.
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