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21/12/2017
logistica, porti

Livorno, uno studio per connettere strada, ferro e nave

dot Livorno, uno studio per connettere strada, ferro e nave
Al via uno studio di fattibilità per un nuovo servizio intermodale delle autostrade del mare del porto di Livorno, scalo con la quota di traffico rotabile nazionale più alta, pari al 13 per cento, per un totale di 390 mila veicoli commerciali in transito nel 2016. L’iniziativa prevede l’implementazione di un servizio strada-ferrovia-mare per il trasporto delle merci verso i mercati dell’Europa centro-settentrionale. Lo studio è stato promosso da Interporto Toscano Amerigo Vespucci e vede la collaborazione di Rete Autostrade Mediterranee (Ram), Autorità di sistema portuale (Adsp) livornese, Regione Toscana e Veneto, Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) e gli interporti di Verona e Padova. 

Trasferendo su rotaia parte del percorso, oggi effettuato totalmente su gomma, il nuovo servizio potrebbe arrivare a togliere 2,700 camion al mese con una riduzione delle emissioni di anidride carbonica calcolate da Ram in 4,800 tonnellate l'anno. Il gruppo di lavoro analizzerà la sostenibilità dell’utilizzo dell’Interporto Vespucci come gate portuale e come scalo di riferimento per l’instradamento dei semirimorchi su ferro verso gli interporti di Verona e Padova, snodi strategici sulle direttrici di traffico Nord-Sud ed Est-Ovest. 

Le azioni previste dal Protocollo
Il gruppo di lavoro si occuperà di analizzare l’assetto del porto di Livorno e dell’Interporto Vespucci, i traffici dei semirimorchi, i flussi di transito rilevati ed i fattori di competitività del servizio di cui si ipotizza la realizzazione.

I commenti
«Il protocollo realizza gli obiettivi chiave della riforma avviata dal ministro Delrio – commenta Ennio Cascetta, amministratore unico di Ram – Da un lato, compie un passo avanti verso una strategia condivisa che mette sempre più al centro il concetto di logistica sostenibile, dall’altro vede gli attori del settore portuale e logistico “fare sistema” per una programmazione intelligente, che prende il via da progetti di fattibilità. Tale iniziativa è l’emblema di ciò che stiamo portando avanti con il ministero dei Trasporti attraverso la cosiddetta “cura dell’acqua” e la “cura del ferro”. L'accordo per Livorno rappresenta una best practice da esportare anche ad altri scali e altri territori: come Ram siamo pronti ad assumerci questo impegno, per accompagnare il settore a definire una progettazione dall’alto valore aggiunto». I soggetti dello studio avranno a disposizione le risorse governative: il dicastero dei Trasporti, gli strumenti del Piano Strategico Nazionale della Portualità e della Logistica, la Conferenza delle autorità di sistema portuale e il nuovo codice degli appalti. 
«Uno dei nostri obiettivi è quello di trasformare l’Interporto Vespucci nel punto di riferimento di una catena logistica integrata che agganci i porti di Livorno e Piombino all’Europa», commenta il presidente dell’Adsp, Stefano Corsini. 
Un progetto «ambizioso e complesso», secondo l’amministratore delegato di Interporto Vespucci, Bino Fulceri, «sia per le attuali limitazioni infrastrutturali che per il numero di attori interessati, ma grazie anche al protocollo appena sottoscritto la base di partenza è fondata». Vincenzo Ceccarelli, assessore a Infrastrutture, mobilità, urbanistica e politiche abitative di Regione Toscana, ha commentato: «La Toscana ha avviato la sua "Cura del ferro" già dal 2014 con l'approvazione del piano integrato delle infrastrutture e della mobilità. Lo spostamento delle merci dalla gomma alla rotaia è uno degli obiettivi che ci siamo dati. In questo senso, per esempio, vanno gli investimenti fatti nel porto di Livorno per l'interconnessione ferroviaria e il collegamento con l'interporto di Guasticce. Questo protocollo rappresenta un ulteriore passo in questa direzione, che ben si integra, da un lato con il progetto di sviluppo del porto e la costruzione della Darsena Europa e dall'altro con lo sviluppo dell'infrastruttura ferroviaria, portata avanti da RFI sull'asse Firenze-Bologna, che aprirà nuove importanti prospettive per la circolazione delle merci».
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