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28/10/2013
ambiente, politiche marittime, traghetti

L'Italia vuole un ecobonus europeo

dot L'Italia vuole un ecobonus europeo
di Paolo Bosso 
 
Rete Autostrade Mediterranee torna alla carica con l’ecobonus europeo. Bloccato dal 2010, ultimo anno di erogazione, il finanziamento statale italiano - che rimborsa fino al 30% dei costi gli autotrasportatori che scelgono di imbarcarsi su una nave anziché varcare il casello dell’autostrada per andare da Nord a Sud della penisola - potrebbe estendersi a tutta Europa. Non si chiamerà più eco bonus, ma green incentive. Ram, società in house del ministero dell’Economia guidata (ad) da Tommaso Affinita, ha anticipato a Ischia, nel corso del Grimaldi Euromed, di cosa si tratta. Cinque Stati partecipanti, Spagna, Francia, Polonia, Finlandia e naturalmente Italia, riuniti sotto il programma Magellano 2020. Ma prima di approfondire, facciamo un po’ di storia dell’ecobonus.
Breve storia dell'ecobonus. Fu istituito nel 2002, da allora un’erogazione costante, una “best practice” per l’Europa che elogiò l’Italia per questa politica verde che toglieva un sacco di camion dalla strada, bypassando il problema dei cosiddetti “colli di bottiglia”, le strozzature infrastrutturali all’uscita dei nodi logistici (porti, interporti, stazioni ferroviarie, aeroporti). E’ il miracolo delle autostrade del mare, la possibilità per l’autotrasporto di viaggiare per l’Italia a bordo di un traghetto decongestionando le affannate autostrade italiane. Qui, dal 2007 al 2009, ogni anno, sono transitati 500mila tir in meno, portando a un risparmio di 411 milioni di euro di “spese sociali” (incidenti, traffico stradale, consumi, inquinamento). Dal 2007 al 2011 (dai Coeweb 2012) il traffico su strada è diminuito del 17,5%, quello marittimo è aumentato del 4,3%.
Poi è venuta la crisi, e con essa la burocrazia, quella della spending review. Bruxelles blocca i contributi 2007-2009 con una richiesta impossibile: o si riescono a mantenere gli stessi livelli di traffico degli anni precedenti o i 170 milioni di euro erogati in quel triennio vanno classificati come “aiuti di Stato” e quindi illegittimi. Ma come pretendere una cosa del genere se nel 2008 con la crisi è iniziato il calo vertiginoso della domanda? Così l’ecobonus è fermo al 2010, ultimo anno in cui Bruxelles ha dato il benestare al finanziamento. Rete Autostrade Mediterranee c’è ancora, è in attivo, ed è pronta a tornare alla carica con il green incentive, che avrebbe la particolarità di lasciare a ogni Stato la libertà di scegliere a chi dare il rimborso, al trasportatore, all’armatore, alla compagnia marittima. E’ il Magellano 2020, che sarà presentato a dicembre nel corso del call for proposal delle Reti Ten-T. Come spiega Affinita, «ogni Stato membro dell’Europa potrà quindi decidere se assegnare queste risorse a un terminal portuale, a un armatore che sceglie di fare andare le navi a gas naturale, a un progetto di trasporto intermodale etc.».
 
Nella foto in home, Fernão de Magalhães, meglio conosciuto come Ferdinando Magellano.

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