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17/04/2013
autotrasporto

La proposta di Trasportounito: "Assediamo Roma"

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La proposta di Trasportounito: "Assediamo Roma" Tra le ipotesi in cantiere, c’è anche quella di assediare Roma attraverso il blocco a tempo indeterminato del Raccordo anulare. Una possibilità che i vertici di Trasportounito stanno prendendo seriamente in considerazione perché, spiegano, “ormai è scaduto il tempo anche per interventi normativi che consentano di arginare la crisi di un settore che in Italia garantisce più dell’85% dei trasporti di merce, ma che, scavalcato da imprese estere autorizzate a operare sottocosto sul territorio italiano, subissato dai debiti (più di 31mila euro per mezzo pesante in circolazione in Italia) sopravvive solo ai margini della legalità”.
L’autotrasporto italiano è morto, hanno dichiarato nel corso di una conferenza stampa svoltasi ieri a Genova il presidente di Trasportounito, Franco Pensiero e il segretario generale, Maurizio Longo, secondo i quali “la proliferazione dei conflitti locali (imminente un fermo della Sicilia e della Sardegna) rappresentano segnali  del tutto inascoltati da Governo e da Parlamento”. I numeri parlano chiaro: cinquemila imprese chiuse negli ultimi sei mesi del 2012 (2200 in procedura fallimentare), 80mila dipendenti a rischio disoccupazione nel 2013 , il 70% delle imprese con un monte debiti che conduce inevitabilmente al fallimento  e il 21% dei traffici ormai “conquistati” da aziende dell’est europeo, che beneficiano di costi fuori controllo e di controlli inesistenti,  la sicurezza sulle strade italiane non esiste ormai più.
Ormai, rende noto l’associazione, almeno 32mila mezzi pesanti viaggiano in Italia senza copertura assicurativa rca, 12mila mezzi industriali sono custoditi in depositi giudiziari, 18mila i veicoli abbandonati dalle aziende cannibalizzati per recuperare pezzi di ricambio. E inoltre, il 27% dei veicoli pesanti non è in regola, il 14% viaggia senza alcun rispetto dei tempi di guida e di sosta, il 7% non è in regola con le revisioni e il 5% viaggia in sovraccarico. Mediamente ogni giorno almeno due Tir sulle strade italiane finisce “fuori controllo” o si ribalta.
La via d’uscita? Secondo Trasportounito ormai le norme elementari (come il pagamento a trenta giorni e il rispetto dei costi minimi) sono solo da applicare  (anche se appaiono palliativi a fronte della totale destrutturazione del settore per il quale occorrerebbe una forte volontà politica). Tanto che l’associazione propone (provocatoriamente?) “l’uscita dall’Europa, che con una liberalizzazione a tavolino, ha creato i presupposti per il tracollo in atto”.
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