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05/06/2018
eventi, politiche marittime

La Cina dei porti investe 4 miliardi nel Mediterraneo

dot La Cina dei porti investe 4 miliardi nel Mediterraneo
Nei porti e nei terminal del Mediterraneo gli imprenditori cinesi e il loro governo hanno speso ad oggi 4 miliardi di euro, all'interno di una belt & road initiative – il piano di infrastrutturazione continentale dell'Eurasia da parte della Cina – che nei prossimi anni attiverà almeno 1,400 miliardi di dollari in nuove opere tra la Cina e l'Europa dell'Est. Sono gli ultimi calcoli del centro Studi e Ricerche per il Mezzogiorno (SRM) del Banco di Napoli, che martedì ha presentato nel capoluogo campano il V rapporto annuale “Italian maritime economy”, consueto appuntamento che ogni anno fa il punto sullo stato di salute del commercio marittimo nell'area mediterranea.

Bilancia commerciale marittima italiana
L'import-export via mare nel nostro Paese ha superato i 240 miliardi di euro, tre volte il volume che veniva movimentato vent'anni fa, nel 1998. In questo periodo il tasso medio di crescita è stato del 5,2 per cento, al di sopra di quello dell'economia generale. Le imprese del Mezzogiorno movimentano via mare oltre la metà (63%) del loro piatto commerciale, pari a 52,5 miliardi.

Container
Il Mediterraneo è un'area geografica cresciuta enormemente negli ultimi vent'anni e con una previsione rosea nel futuro tenuto conto dell'afflusso di traffico in più sta arrivando dal 2015, anno del raddoppio del canale di Suez. Un nuovo database creato da SRM ha sfruttato la geolocalizzazione delle portacontainer e scoperto che dal 2012 la presenza di navi portacontainer superiori le 13 mila teu che toccano porti italiani è cresciuta di oltre la metà (+56%), al confronto quelle superiori i 3 mila teu solo dell'8 per cento. Il database di SRM ha processato più di un milione di dati e individuato gli spostamenti di 1,700 navi. 

Ro-ro
Negli ultimi sei anni le navi ro-ro transitate nel Mediterraneo sono aumentate del 7,4 per cento, nel solo Tirreno del 15,4 per cento, nell'Adriatico del 39,2 per cento.

I commenti
«Il Mare Nostrum è sempre più dinamico e gli investimenti della Cina lo stanno dimostrando. I porti del Mezzogiorno rappresentano circa il 40-50 per cento del traffico marittimo di merci italiano e quindi il sud è un’importante via di passaggio e gode di un posizionamento geografico favorevole.  Ma la geografia non basta e i competitors sono sempre più agguerriti. Occorre maggiore consapevolezza del nostro ruolo e delle nostre potenzialità», commenta Maurizio Barraco, presidente del Banco di Napoli. Secondo Paolo Scudieri, presidente SRM, «per troppo tempo nel nostro Paese abbiamo pensato in modo isolato ad entrambi i settori con politiche disgiunte e poco integrate. Porti, aeroporti, interporti ed imprese devono avere un legame unico». Farmaceutico, automotive, agroalimentare, aerospazio, abbigliamento, «possono generare oltre 20 miliardi di export l'anno», conclude Scudieri.

Riassunto dei dati
• Cresce di 6 volte il traffico container nel Mediterraneo negli ultimi 20 anni (+500%). I primi 30 porti del Mediterraneo hanno superato 50 milioni di TEUs (53 in totale), nel 1995 erano 9 milioni.
• Nel Mediterraneo 19 porti hanno superato 1 milione di TEU. Cresce il ruolo degli scali del Sud Med e del Nord Med rispetto al Nord Europa nel mercato container: dal 2008 il Nord Europa perde 6 punti percentuali (quota di mercato 40%) mentre il Med guadagna 5 p.p. (quota di mercato 41%).
• Il raddoppio di Suez registra crescite record: nel 2017 oltre 900 milioni di tonnellate transitate (+11% sul 2016) e 17.550 navi. 
• La Belt & Road Initiative attiverà circa 1.400 miliardi di dollari in infrastrutture; SRM ha censito 4 miliardi di euro di investimenti cinesi in porti e terminal del Mediterraneo; 
• Secondo dati elaborati da SRM, grazie a innovative geo-rilevazioni del posizionamento delle navi, dal 2012 la presenza di navi container nel Mediterraneo, di dimensione superiore ai 13,000 TEU è aumentata del 37% quella del range 3.000-7.000 TEU è diminuita del 18,7%. Il fenomeno del gigantismo navale permane.
• Il numero di navi superiore a 3.000 TEU che transitano nel Mediterraneo e che toccano almeno un porto italiano è aumentata dell’8% dal 2012 e quella delle navi oltre 13.000 TEU del 56%.
• Dal 2012 il numero delle navi Ro-Ro (navi destinate al trasporto veicoli) transitate nel Mediterraneo è aumentato del 7,4%. 
• Dal 2012 il numero delle navi Ro-Ro transitate nell’arco tirrenico è aumentato del 15,4%. L’arco adriatico è aumentato del 39,2%. 
• In Italia l’import-export via mare ha superato 240 miliardi di euro (+150% sul ‘98) con una crescita media annua del 5,2%, al di sopra del tasso di crescita dell’economia. Nel 1997 era pari a 98 miliardi.
• Le imprese del Mezzogiorno realizzano il 63% del loro import-export via mare per un totale di 52,5 miliardi di euro. 
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