L’Avvisatore Marittimo è una delle più antiche attività del porto di Napoli. Risale infatti all’incirca al 1885 la prima figura di Avvisatore Marittimo nella persona di un capo barca che si “inventò” questa nuova professione. Bartolomeo D’Esposito per circa quarant’anni fu il primo avvisatore marittimo del porto di Napoli. Gli successe il genero Antonio De Cesare che continuò l’attività fino agli inizi degli anni ’70. Sotto la gestione del secondo Avvisatore nasce, nel 1946, il periodico bisettimanale dei trasporti “Bollettino Avvisatore Marittimo”. Nel 1972 subentra nell’attività una società, la Informazioni Marittime Srl. Ultime figure storiche dell’Avvisatore, ad oggi, sono state Michele De Cesare e Mariano Bosso, rispettivamente figlio e genero del “secondo Avvisatore” Antonio. A condurre gestione ed attività dell'azienda e redazione del giornale sono ora i fratelli Claudio e Luciano Bosso, il primo come amministratore unico della Informazioni Marittime, il secondo come direttore responsabile del bisettimanale. Nel tempo, l’attività di avvisatore marittimo a Napoli si è notevolmente evoluta anche per essere al passo con le esigenze dell’utenza (armatori, agenti marittimi, spedizionieri, aziende import-export, fornitori di bordo, cantieri, piloti, rimorchiatori, ormeggiatori, Capitaneria, Autorità Portuale, dogana, guardia di finanza, polizia marittima, sanità marittima, e altri servizi interessati all’approdo di una nave in porto). Nato con il binocolo e un telefono, da tempo l’avvisatore può contare su mezzi più moderni, come apparecchiature per collegarsi direttamente con i comandi di bordo anche molte ore prima dell’arrivo della nave in porto e, ancora più di recente, di mezzi e tecnologie informatiche. Ultimo il sistema di rilevamento AIS che consente di identificare le navi e rilevarne la posizione in qualsiasi punto del globo. Nel 1989 l’Avvisatore Marittimo di Napoli, la direzione e redazione del giornale sono stati trasferiti in una sede propria. Tra il 1993 e il 1994 l’intera attività editoriale è stata informatizzata. L’attività dell’avvisatore marittimo è parte della storia del porto di Napoli e numerose sono le testimonianze (autorità, enti, associazioni pubbliche e private, singoli operatori) dell’importanza che riveste questo lavoro per il buon funzionamento dell’esercizio portuale, sia sotto il profilo dell’organizzazione sia per l’economia del lavoro e dei vari servizi del porto. La sede attuale “domina” il porto di Napoli e principalmente la zona del terminal contenitori e delle merci ro/ro. L’avvisatore marittimo segue quasi "fisicamente” tutti i momenti dell’approdo, della sosta e della successiva partenza dal porto della nave, fornendo un’assistenza continua sia in fase di arrivo sia successivamente in banchina. Quest'attività può essere considerata una sorta di “cervello commerciale” del porto. L'esperienza ultracentenaria ha apportato, infatti, una competenza ed una “cultura portuale” che permette di dare sempre una risposta ai vari quesiti ed informazioni che il mondo dell’utenza e del lavoro richiede quotidianamente. Le cronache si sono spesso occupate dell’attività di avvisatore marittimo, soprattutto per il passato, quando le navi e l’autorità marittima non disponevano dei mezzi odierni. L’occhio dell’avvisatore era il mezzo più sicuro ed affidabile. Così si racconta come la “tempestiva segnalazione” dell’avvisatore permise il salvataggio dei due aviatori che, nel 1925, partecipando al raid Parigi-Teheran, precipitarono nelle acque del Golfo di Napoli. Altri cinque naufraghi, nell’anno successivo, furono salvati grazie all’occhio vigile dell’avvisatore. Nel 1968 la Rai, in occasione dei cinquant’anni di attività di Antonio De Cesare (secondo Avvisatore) effettuò un ponte radio tra l’avvisatore marittimo di Genova e quello di Napoli. I signori Anelli da Genova e De Cesare di Napoli ebbero modo di illustrare al grande pubblico le loro singolari e per certi versi appassionanti attività. Aneddoti: - il primo Avvisatore era così famoso a Napoli che chiamando il centralino telefonico, bastava chiedere all’addetta di “Bartolomeo” che la comunicazione veniva passata; - nel 1923 nello stesso giorno e alla stessa ora erano attese due navi gemelle del “Lloyd Sabaudo”, il “Re d’Italia” ed il “Regina d’Italia”, una proveniente da Genova e diretta nel Nord America e l’altra proveniente da New York e diretta a Genova. Con un’ora di anticipo sul previsto all’orizzonte comparve una delle due navi. Quale? Nessun problema per l’Avvisatore. Quello avvistato era il “Re d’Italia” perché L’Avvisatore sapeva che la posizione della bandiera nazionale sull’albero di trinchetto era diversa da quella del “Regina d’Italia”; - il primo numero di telefono attribuito all’Avvisatore Marittimo fu il 635; - De Cesare Antonio, Avvisatore Marittimo, fu riconosciuto dal Regio Governo. |