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03/09/2013
ambiente, autotrasporto

Il Sistri semplificato

dot Il Sistri semplificato
di Paolo Bosso 

Dal primo ottobre ritorna il Sistri, ma solo per le imprese professionali che trasportano rifiuti pericolosi. I trasportatori e produttori di rifiuti speciali invece potranno aderire su base volontaria. Sembra un po’ complicato, e non potrebbe essere altrimenti visto che stiamo parlando della ripartenza (di nuovo) del più travagliato sistema di tracciabilità dei rifiuti. Ma andiamo con ordine.
Il nuovo Sistri è contenuto nel decreto legge della pubblica amministrazione approvato dal Consiglio dei Ministri lunedì. Crea due categorie distinte: le “imprese professionali” e i “produttori iniziali” che vedranno applicarsi il sistema in due momenti distinti.
 
 
1° ottobre: imprese professionali. Riguarderà le imprese che trattano rifiuti pericolosi, per intenderci quelli tossici o infiammabili. Esclusi del tutto, per ora, quelle che trattano rifiuti speciali (prodotti di scarto dell’agricoltura, materiali di scavo o industriali, purché non tossici e/o infiammabili). La decisione avviene sulla base della modifica dei primi tre commi dell'articolo 188-ter del decreto legislativo 152/2006, che obbligano all’iscrizione al Sistri due categorie specifiche: «i produttori iniziali di rifiuti pericolosi e gli enti o le imprese che raccolgono o trasportano rifiuti pericolosi a titolo professionale, o che effettuano operazioni di trattamento, recupero, smaltimento, commercio e intermediazione di rifiuti pericolosi, inclusi i nuovi produttori». Tutti gli altri potranno aderire su base volontaria. Una scelta volta ad alleggerire e semplificare il sistema visto che con le nuove categorie le aziende interessate dovrebbero passare da 70mila e 17mila. Le sanzioni poi, sulla base della modifica del comma 11, scatteranno solo alla terza violazione nel primo semestre di applicazione della norma. Non mancheranno in futuro la creazione di nuovi soggetti. Nasce per esempio il «nuovo produttore», ovvero chiunque effettui operazioni di pretrattamento, di miscelazione o altre operazioni che modifichino la natura o la composizione dei rifiuti.
3 marzo 2014: produttori iniziali. Riguarderà la categoria dei “produttori iniziali”, ovvero il soggetto, si legge nelle norme in materia ambientale (art. 183, comma 1, lettera f, D.Lgs 152/2006), «la cui attività produce rifiuti», quindi l'azienda, l'ente o il libero professionista che produce rifiuti. Per intenderci, nella categoria dei produttori iniziali rientrano i comuni e le imprese di trasporto della Regione Campania.
Il “no” dell’autotrasporto. Per la Federazione degli autotrasportatori italiani questo nuovo Sistri, come quello vecchio, costituisce solo un aggravio dei costi. I tempi concessi per uniformarsi sono troppo stretti e nelle modifiche legislative non si è tenuto conto delle richieste dell’autotrasporto, per esempio quella di estendere il sistema anche alle imprese straniere, altrimenti c’è il rischio di una concorrenza sleale. Inoltre, la doppia partenza ottobre 2013/marzo 2014 impone di effettuare le procedure Sistri «in nome e per conto dei produttori di rifiuti pericolosi che, sino al 3 marzo, sono esentati» spiega il Fai in una nota, che conclude: «Ci assoggetta ad una duplice amministrazione, quella telematica per i rifiuti pericolosi e quella cartacea per tutti gli altri».

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