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27/06/2017
logistica, porti

Il nuovo canale di Panama è entrato a pieno regime

dot Il nuovo canale di Panama è entrato a pieno regime
A un anno dalla sua apertura, il nuovo espanso canale di Panama registra una crescita sostanziale del tonnellaggio e un numero di transiti superiore alle previsioni. È entrato a pieno regime, quello che manca ora è un parco logistico-terminalistico a terra. L'Autoridad del Canal de Panamá ha diramato i dati di un anno di attività (26 giugno 2016-15 giugno 2017). Tra le chiuse atlantica di Agua Clara e quella pacifica di Miraflores sono transitate oltre 1,478 new panamax, cioè navi con una stazza superiore alle 52 mila tonnellate o capienti oltre i 5 mila teu, il limite massimo del canale prima dei lavori di ampliamento. La metà del traffico è costituito da portacontainer, pari a 743 unità. Seguono le gasiere, liquefied petroleum gas ship, quasi un terzo del traffico, pari a 478 unità. Infine le navi che trasportano gas naturale liquefatto, pari a 135 unità, quasi un decimo del traffico, più un centinaio di navi di altra tipologia. Il tonnellaggio complessivo è cresciuto di oltre un quinto, del 22,2 per cento, confrontando l'anno fiscale 2016 con il 2017. Le auto transitate per il canale, a bordo selle navi, sono state in tutto circa 8,500. 

Secondo i calcoli dell'Autoridad, ora la stragrande maggioranza (90%) delle navi che trasportano il gas naturale liquefatto può utilizzare il canale. Un livello mai raggiunto prima che potrebbe aprire nel tempo un mercato più economico per le spedizioni di gas dagli Stati Uniti all'Asia.

Dall'inaugurazione del 26 giugno 2016, Panama ci ha messo un po' ad entrare a regime. Ota possono entrare navi esponenzialmente più grandi, pagando pedaggi mai visti prima che in alcuni casi si avvicinano al milione di dollari. Oggi sono 15 su 29 servizi utilizzati dagli armatori sono new panamax, la maggioranza dei quali collegano Asia ed east coast statunitense. La media del transito giornaliero si aggira sulle 6 unità, ben oltre i 2/3 transiti pronosticati.

Quello che manca è un parco infrastrutturale a terra fatto di servizi e stoccagio. C'è il Corazal Container Terminal, da poco realizzato ma ancora senza gestore: il bando lanciato dall'autorità del canale si è chiuso a marzo orfano di offerte. Sono previste concessioni per un terminal di rotabili, utile alla ridistribuzione di veicoli e attrezzature pesanti. Infine, un parco logistico di 1,200 ettari e una stazione di rifornimento di GPL per le navi.
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