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24/11/2015
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Il gruppo Onorato lascia Confitarma

dot Il gruppo Onorato lascia Confitarma

«In meno di cinque anni la politica della Confederazione Armatori porterà alla fine della bandiera italiana». Lo afferma polemicamente Vincenzo Onorato, che in una lettera diffusa alla stampa spiega i motivi per cui le compagnie del gruppo da lui guidato (Moby, Tirrenia, Toremar, Rimorchiatori Sardi) escono da Confitarma.

 

«L'estensione degli sgravi previsti per la bandiera italiana anche alle bandiere comunitarie, senza alcuna limitazione in caso di imbarco di marittimi extracomunitari – scrive Onorato –, porterà alla perdita di circa 15mila posti di lavoro, in una realtà, come quella del mezzogiorno d'Italia, già fortemente penalizzata dal punto di vista economico e sociale. Di italiano resteranno solo le persone fisiche degli armatori che beneficeranno delle provvidenze dello stato italiano in materia di sgravi con bandiere estere e marittimi extracomunitari, ovvero il danno e la beffa».

 

«Noi Onorato, in questo contesto – prosegue l'armatore - siamo degli eretici: 70 navi tutte bandiera italiana e quattromila dipendenti tutti italiani. La Confitarma oggi non difende più niente di italiano, ma solo gli interessi di un paio di gruppi armatoriali che navigano con mille bandiere e con marittimi non comunitari, pagati con una manciata di dollari al mese. Non vogliamo partecipare a questo cosciente e cinico annullamento della bandiera e dell'occupazione marittima italiana. Già grandi gruppi italiani imbarcano marittimi extracomunitari sottopagati su tratte di cabotaggio. Noi ci dissociamo, difendiamo la nostra tradizione armatoriale che vanta oltre cento anni di storia e i nostri marittimi italiani». 

 

La risposta di Confitarma
Con una nota inviata ai media, la Confederazione degli armatori ha replicato punto per punto alle affermazioni di Onorato. Ecco di seguito la comunicazione integrale.

 

L'estensione degli sgravi previsti per la bandiera italiana anche alle bandiere comunitarie, senza alcuna limitazione in caso di imbarco di marittimi extracomunitari - prescindendo dall'imprecisione del quadro di riferimento - non è frutto della politica di Confitarma, ma di un adeguamento delle norme italiane a quelle comunitarie espressamente imposto dalla Commissione europea.

 

In estrema sintesi, la Commissione europea ha sollevato il problema dell’incompatibilità del sistema nazionale di tassazione agevolata del reddito con il diritto comunitario, in particolare con il principio di libertà di stabilimento. Tale principio risulterebbe violato per effetto della circostanza che i benefici sono vincolati esclusivamente all’iscrizione delle navi nel Registro Internazionale Italiano. La Commissione ha intimato alle Autorità italiane di rimuovere tale vincolo, considerandolo discriminatorio rispetto alle altre bandiere comunitarie, pena l’apertura di una procedura di infrazione.

 

In seguito a ciò, la proposta normativa di adattamento, è stata elaborata dal ministero delle Infrastrutture e trasporti e dal ministero dell’Economia e delle finanze, in stretto rapporto con le istituzioni comunitarie. Purtroppo tale processo di adattamento non risulta ancora avviato nonostante assicurazioni fornite dalle nostre autorità alle istituzioni comunitarie.

 

Confitarma, il cui scopo è quello di difendere gli interessi delle imprese armatoriali italiane, ritiene comunque indispensabile adeguarsi alle richieste di Bruxelles per evitare conseguenze gravi a livello europeo che potrebbero arrivare fino alla soppressione del Registro Internazionale e delle misure che consentono alle navi italiane di essere competitive, alla flotta di bandiera italiana di crescere, fino a diventare la terza dei grandi paesi riuniti nel G20, e all’occupazione marittima italiana di aumentare.

 

Sul tema dell’occupazione, fermo restando l’obbligo di impiego del solo personale marittimo nazionale sui traffici di cabotaggio, Confitarma da sempre sostiene gli armatori che, pur impegnati nei traffici internazionali, liberamente impiegano marittimi nazionali in misura maggiore rispetto a quanto concordato con le Organizzazioni Sindacali.

 

Le dichiarazioni del Consigliere Onorato, che pur partecipando negli organi di vertice della Confederazione non ha mai svolto considerazioni su tale questione, appaiono quindi poco convincenti, ma Confitarma è pronta come sempre ad un confronto trasparente e chiarificatore.

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Nella foto Vincenzo Onorato 

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