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26/11/2016
porti, politiche marittime

Gioia Tauro, l'Agenzia per il Lavoro Portuale si farà. Parola del governo

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L’istituzione dell’Agenzia per il Lavoro Portuale di Gioia Tauro è un impegno prioritario per il governo. Lo ha confermato il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti, al presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, precisando che l’esecutivo presenterà in Senato una proposta emendativa relativa all'istituzione dell'Agenzia all'interno del maxi emendamento sul quale il governo chiederà la fiducia.

 

L’istituzione dell’ente non sembra però così scontata. In una nota, il presidente della Regione ha ricordato che nel passaggio di lunedì scorso alla Commissione Bilancio della a Camera la proposta emendativa non è stata esaminata nel merito del suo contenuto normativo dalla Commissione, ma è stata dichiarata inammissibile per estraneità di materia. L'Agenzia, su cui governo nazionale e Regione sono concordi - ha specificato Oliverio - non è un intervento isolato, ma deve essere intesa in un quadro generale finalizzato al rilancio ed alla diversificazione del porto di Gioia Tauro.

 

Il commento dei sindacati 

 

La Cgil ha espresso preoccupazione per l'esito del passaggio in Commissione che ha stabilito l'inammissibilità dell'emendamento sull'Agenzia. Angelo Sposato, segretario generale di Cgil Calabria, e Nino Costantino, segretario generale di Filt-Cgil Calabria, hanno ricordato che, “dopo una discussione durata mesi, il 27 luglio scorso si è addivenuti alla sottoscrizione di un Accordo di Programma Quadro che impegnava, tra l'altro, il governo ad emanare, in sede di legge di stabilità, un finanziamento di 45 milioni per l'attivazione dell'Agenzia e per garantire la prospettiva occupazionale ai 400 lavoratori dichiarati in esubero dalla Medcenter Container Terminal. In questo quadro - hanno ricordato inoltre Sposato e Costantino - il sindacato ha sottoscritto con l'Azienda nei giorni scorsi l'accordo per la formazione e la ricollocazione degli esuberi nella suddetta Agenzia in attesa del bacino di carenaggio, del gateway ferroviario e delle altre attività. A questo punto, nel ribadire la nostra forte preoccupazione – hanno aggiunto Sposato e Costantino - chiediamo al governo di rispettare gli impegni assunti sia in sede di Presidenza del Consiglio che di Ministero delle Infrastrutture”.

 

Sorpresa per lo stop dell'iter parlamentare è stata espressa anche dalla Cisl. Lo sconcerto - hanno specificato il segretario generale USR Cisl Calabria, Paolo Tramonti, e il segretario generale Fit Cisl Calabria, Annibale Fiorenza, è causato principalmente dalla motivazione di “estraneità di materia”: “Questo - hanno rilevato - ci preoccupa anche perché evidenzia una certa superficialità burocratica, istituzionale e parlamentare che generano sfiducia e paure di una crisi che stenta a trovare soluzioni di discontinuità con le superficialità del passato. È inaccettabile dover registrare l'incapacità, politica e burocratica, di centellinare la definizione dei contenuti propedeutici a garantire coerenza normativa e sostenibilità finanziaria di uno strumento straordinario e innovativo, per tempo, ponderato e condiviso dalle parti in causa. Attendiamo con fiducia ogni costruttiva iniziativa tesa a recuperare e superare “l'incidente di percorso” verificatesi in sede di Commissione parlamentare”.

 

Anche il segretario generale di Uiltrasporti, Claudio Tarlazzi, ha definito “preoccupante” la bocciatura per inammissibilità del provvedimento da parte della Commissione Bilancio della Camera, “perché - ha spiegato - dimostra che non si è recepita l'importanza dello strumento per il rilancio portuale delle aree di Gioia Tauro e Taranto, nonché il devastante problema di oltre 900 famiglie che rischiano di finire in una morsa di disagio sociale crescente”. “Stigmatizziamo pertanto - ha affermato Tarlazzi - chi ha fatto prevalere logiche politiche estranee alle motivazioni dell'intervento. Queste aree portuali e i lavoratori necessitano di strumenti e tempi adeguati affinché siano compiuti i necessari processi di riconversione industriale e di consolidamento di nuovi insediamenti produttivi, dando alternative serie e di lunga prospettiva visto che il transhipment dei contenitori è in irreversibile crisi strutturale. Non recuperare questo strumento al Senato sarebbe un ulteriore beffa per tutto il sistema ma soprattutto per quei territori che chiedono sviluppo e non sussidio”.

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