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04/06/2011
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Fincantieri ritira il piano. Unimpresa: "E ora via dal business delle navi di lusso"

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Fincantieri ritira il piano. Unimpresa: "E ora via dal business delle navi di lusso"
Fincantieri ha ritirato il piano industriale. La decisione al termine dell’incontro mediato dal ministro per lo Sviluppo Economico Paolo Romani tra l’azienda e i sindacati, svoltosi ieri a Roma presso l’omonimo ministero. Il ritiro del piano è un momentaneo sospiro di sollievo per tanti operatori del settore visto che prevedeva l’esubero di 2.500 persone e la chiusura degli stabilimenti di Sestri Ponente e Castellammare di Stabia. 
Per l’azienda il piano ritirato era frutto di una “riflessione approfondita”, conseguenza di una crisi che attanaglia tutto il continente europeo, nel quale, rende noto il gruppo, «sono stati persi quasi 50.000 posti di lavoro, pari a un terzo circa degli addetti complessivi del settore. In Francia si è passati da 4.900 a 2.300 dipendenti concentrati in un solo sito; in Finlandia, da tre siti a due, con una contrazione da 5.500 a 2.900 dipendenti». Ma la drammaticità del piano Fincantieri, unita alle dure proteste che hanno fatto seguito, hanno portato l’azienda a ritirare il tutto, per «restituire serenità e razionalità ad una vicenda così complessa che non può essere affrontata con la pur comprensibile emotività del momento». Per questo è stato annullato il previsto incontro del 6 giugno con le organizzazioni sindacati. 
Il presidente della Regione Campania accoglie il ritiro come una “buona notizia”. «Adesso – ha commentato Stefano Caldoro - ci sono le condizioni per affrontare con più serenità il tema. L’intesa e la collaborazione fra il governo, le parti sociali e le istituzioni locali sul cantiere di Castellammare consentirà di individuare un progetto per il rilancio della cantieristica. E’ un settore strategico per la Campania e l’intero Mezzogiorno, una partita fondamentale che deve coinvolgere tutti i livelli perché possa avere successo». Soddisfatto anche l’assessore ai Trasporti della Regione Campania Sergio Vetrella: «Ora bisogna concentrare tutti gli sforzi per redigere un piano in grado di rilanciare una realtà tradizionalmente legata alla Campania, da sempre fiore all’occhiello della nostra cantieristica, che è un comparto strategico per il nostro territorio».
Dal canto suo Unimpresa indica già quale possa essere la prossima mossa strategica: abbandonare il business delle navi di lusso. «La forza industriale del gruppo – spiega Unimpresa - dovrebbe essere concentrata sui segmenti high tech, senza illusioni fuorvianti sulle costruzioni low cost» spiega il delegato agli Affari sociali e Previdenza dell’associazione, Vincenzo Longobardi. «Gli andamenti del mercato dimostrano che l’impressionante crescita della domanda mondiale in alcuni segmenti (navi per trivellare, navi per trasportare il petrolio, il gas, piattaforme off-shore) è in grado di saturare ampiamente la crescente capacità produttiva dei paesi emergenti. Questa situazione, seppur fondata su previsioni ottimistiche per i prossimi anni, lascerebbe a Fincantieri, e agli altri costruttori europei, una straordinaria occasione per consolidarsi e crescere nei segmenti più alti, con innovazioni di processo e di prodotto».

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