La conferenza stampa organizzata ieri dall’European Cruise Council cerca di mettere in chiaro una cosa: le crociere sono e restano un viaggio sicuro. Da Londra, luogo dell’incontro, il messaggio che traspare è quello di una tragedia, l’incidente del Costa Concordia, che ha scosso tutti ma che non potrà mai portare al ribasso statistiche e stime. «E’ difficile fare previsioni per il futuro – ha commentato da Roma Roberto Martinoli, delegato per l’Italia dell’Ecc - al momento il naufragio della Costa Concordia non ha portato a una variazione significativa del trend di prenotazioni delle crociere». Bisogna rassicurare l’opinione pubblica e l’incidente dell’Isola del Giglio, una volta chiarite le dinamiche, servirà sicuramente a migliorare ulteriormente la sicurezza a bordo. Da Londra il presidente e Ceo della Cruise Lines International Association (Clia), Christine Duffy (nella foto), anche per conto dell'Ecc e della Passenger Shipping Association (Psa), ha sollecitato l'International Maritime Organization (Imo) a realizzare «una valutazione dettagliata degli accertamenti sull'indagine della Costa Concordia» per fare in modo che «l'industria crocieristica resti uno dei settori ricreativi più sicuri al mondo». «Il settore delle crociere – ha aggiunto Duffy - è fortemente regolamentato in conformità con le severe norme dell'Organizzazione Marittima Internazionale, l'agenzia dell'Onu che impone standard internazionali». «A titolo d'esempio - ha ipotizzato Martinoli - si potrebbe prevedere un'esercitazione di abbandono nave per i passeggeri già prima della partenza dal porto e non entro le prime 24 ore di viaggio». Statisticamente, però ha osservato Martinoli, «si hanno sempre meno incidenti sulle navi, al loro interno c'è un'organizzazione allenata a gestire le emergenze e il personale ad alti livelli è accuratamente selezionato». Sulle cause dell’incidente del Concordia sono quindi tutti d’accordo: errore umano. «Premesso che attendiamo il risultato delle indagini - ha concluso Martinoli - il problema non è l'inchino in sé, pratica che peraltro non esiste, ma il modo in cui si naviga: non si va sugli scogli. Sarebbe come andare in autostrada contromano». |