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15/06/2016
ambiente, politiche marittime

Emissioni, Ics esorta Ue ad allinearsi con l'Imo

dot Emissioni, Ics esorta Ue ad allinearsi con l'Imo
di Renato Imbruglia

L’International Chamber of Shipping (Ics) ha intrapreso una campagna indirizzata alle istituzioni europee per convincerle della necessità di rimodulare la posizione comunitaria sulle emissioni di CO2, agendo sulla base delle decisioni adottate dall’International Maritime Organization (Imo) sul tema. Il lavoro dell’Ics sarà affiancato dall’Ecsa, l’associazione europea degli armatori, e punta a coinvolgere organizzazioni di settore anche non europee ma degli Stati Uniti, della Cina e di altri Paesi asiatici. 
 
Il regolamento europeo sul monitoraggio delle emissioni di CO2 è stato approvato nel 2015 e sarà adottato interamente entro tre anni. Ma per le navi che navigano in Europa, anche quelle battenti bandiera non Ue, il rispetto di alcuni obblighi del regolamento scatterà già nel 2017. Il regolamento, sottolinea l’Ics, contiene delle disposizioni che consentono di modificare il testo, così da per poter agire in sintonia con quanto deciso dall’Imo, creando così un unico quadro normativo comune per tutte le navi. Senza queste correzioni, si avranno due sistemi paralleli che possono generare ambiguità operative.
 
La politica di riduzioni delle emissioni da parte del mondo armatoriale internazionale è iniziata da tempo, e da dopo la Conferenza di Parigi sul clima Ics ha richiesto all’Imo di intervenire per disciplinare su scala mondiale il monitoraggio e il controllo dei livelli di inquinamento delle navi. 
 
Il nuovo chairman dell’Ics, Esben Poulsson, eletto nelle settimane scorse, ha detto recentemente che «il traffico marittimo si muove su scala mondiale e richiede regole internazionali per avere un livello di azione coerente, evitando confusione. L’Unione Europea deve allinearsi alle decisioni adottate dall’Imo, condivise dall’intera comunità internazionale». Per l’Ics molte navi di Paesi non europei non vedrebbero di buon occhio l’obbligo di fornire dati alla Commissione europea su temi sensibili come le emissioni e altre componenti tecniche, che potranno poi essere resi pubblici dalle istituzioni europee. Inoltre, l'associazione sottolinea come il sistema previsto dall’Ue non sia ben integrabile con quanto stabilito dall’Imo. Per Poulsson «il trasporto marittimo ha già fatto molti sforzi per ridurre le emissioni, tagliate del 10 per cento rispetto il 2007. L’aumento del prezzo della benzina spinge gli armatori a investire in tecniche per la riduzione dei consumi». Per creare un sistema valido su scala mondiale, efficace e che non crei confusioni o squilibri tra le navi di diversi Paesi, l’Imo è l’unico soggetto titolato e in grado di operare.
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