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29/10/2010

"E' il momento del Brasile"

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"E' il momento del Brasile"
Il 28 ottobre si è svolto a Capri il convegno organizzato dal Gruppo Giovani Armatori di Confitarma sul tema: “L’economia brasiliana scala la classifica mondiale. Riflessi sui servizi di trasporto marittimo” al quale hanno partecipato autorevoli esperti della realtà brasiliana e rappresentanti di compagnie armatoriale italiane presenti con servizi marittimi in questo paese.
Valeria Novella, presidente del Gruppo Giovani ha ricordato che nel recente passato i Giovani Armatori hanno analizzato lo sviluppo delle principali economie emergenti (Cina e India) e gli aspetti della crisi economico-finanziaria. «Ora vogliamo concentrarci sulle realtà che incalzano, sui valori di crescita positivi, sulle nuove sfide da cogliere. In particolare, mentre l’intera economia mondiale subiva una forte battuta di arresto che aveva ovviamente diretti riflessi sulle principali potenze quali Cina, India e soprattutto Stati Uniti, il Brasile, sotto la presidenza di Lula ha conosciuto un tasso di crescita medio superiore al 4% annuo, e sta dimostrando di saper coniugare una rigogliosa crescita economica con le necessarie riforme sociali Questo è quindi il momento del Brasile, che sta investendo molto, soprattutto in infrastrutture, in previsione dei due appuntamenti dei mondiali di calcio del 2014 e delle olimpiadi del 2016».
Paolo d’Amico, presidente Confitarma, nel suo intervento introduttivo si è associato alle dichiarazioni di Novella, aggiungendo le sue considerazioni sull’importanza delle riforme sociali che accompagnano una crescita economica. «Una crescita economica – afferma - che va di pari passo con una riforma sociale e democratica. Indubbiamente, questo è un paese ancora ricco di contraddizioni, ma bisogna riconoscere che la recente stagione caratterizzata da grandi riforme nonché dal dinamismo economico e dal nuovo ruolo del Brasile nel panorama dell’economia mondiale sono tutti segnali di un enorme salto di qualità di questo paese».
Gherardo La Francesca, ambasciatore italiano in Brasile, ha ricordato il ruolo che l’Italia ha nelle sue relazioni con il paese sudamericano: «tra i partner commerciali di questo Paese, oggi l'Italia si pone al sesto posto ed è al decimo tra i principali paesi investitori». L’Italia, non a caso, ha la più grande comunità straniera nel mondo con ben 30 milioni di cittadini di origine italiana.
Raffaele Di Luca, presidente Camera Italo-brasiliana di Commercio e Industria di Rio de Janiero, si è soffermato sull’imprenditoria italiana, osservando che la maggior parte delle imprese italiane hanno difficoltà a farsi conoscere ed apprezzare in Brasile a causa delle loro dimensioni medio piccole. 
I punti deboli su cui il paese sudamericano deve lavorare sono le infrastrutture. A dirlo è Luis Fernando Correa Da Silva Machado, Segretario dell’Ufficio di Promozione Commerciale e Turismo dell’Ambasciata del Brasile in Italia, che ha spiegato come ancora vi sia molto da fare, specie per le reti di trasporto, troppo orientate alla strada nonostante le dimensioni e la presenza di grandi fiumi che dovrebbero far pendere la bilancia verso il trasporto marittimo-fluviale e ferroviario.
Ricardo Albuquerque Araújo, intervenuto in rappresentanza della Petrobras, ha illustrato l’ambizioso programma pre-salt. Si tratta di un sistema per estrarre il petrolio che si trova al di sotto di uno strato sottomarino di sale spesso 2 km. Il trasporto del greggio e l’attività di assistenza alle piattaforme richiederanno enormi investimenti in naviglio cisterniero e specializzato. Ed è qui che entrano in campo gli italiani con società come Finarge e Augusta Offshore.
John Kearsey, Executive Director Consultancy and Research - Ssy London ha concentrato la sua analisi sulla produzione ed esportazione di materie prime da parte del Brasile con particolare riferimento alle relazioni di traffico con la Cina. Mentre la produzione di minerali di ferro e carbone vanta numeri significativi in costante crescita, sul fronte delle esportazioni verso il mercato cinese, il trasporto risente della competizione delle produzioni australiane. Ciò sta recentemente determinando l’interesse nell’utilizzo di navi di grandi dimensioni in grado di ridurre il costo del trasporto creando maggiori difficoltà agli armatori indipendenti con navi di minore tonnellaggio. Per quanto riguarda l’export di prodotti agricoli, soia e grano in primis, le opportunità per gli armatori sono forse più interessanti grazie all’allungamento delle rotte, l’aumento dei volumi e il ritorno delle navi in zavorra tutti fattori che comportano una maggiore richiesta di tonnellaggio.

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