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26/08/2013
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Costa Concordia, tutto quello che c'è da sapere

dot Costa Concordia, tutto quello che c'è da sapere
di Paolo Bosso

I lavori di recupero del relitto del Costa Concordia, sdraiato sul basso fondale dell’isola del Giglio dal 13 gennaio 2012, entrano ora nella fase cruciale del galleggiamento. Le 500 persone al lavoro tra tecnici, sub, ingegneri e forze dell’ordine stanno per avviare la fase di “rollio”, un lento movimento che porterà la nave alla sua posizione originale, reso possibile dall’utilizzo di enormi cassoni pieni d’acqua. In una prima fase questi faranno da contrappeso, permettendo all’unità di tornare dritta; poi, svuotate dell’acqua, serviranno a tenere a galla in modo stabile 114mila tonnellate di nave.
Terminata questa fase ne inizierà una terza, quella di riparazione. Lo squarcio sulla fiancata lungo cinquanta metri, responsabile del semi-affondamento, verrà definitivamente chiuso. La fiancata sommersa verrà ripulita e controllata per verificare se non ci siano danni tali da comprometterne la navigazione. A quel punto, tutto è pronto per lasciare l'isola del Giglio.
I lavori sono al 76%, come si legge su the purbuckling project, il sito di Titan Salvage, la società statunitense che insieme alla ravennate Micoperi è la responsabile dei lavori di recupero. Questo non significa che domani Costa Concordia navigherà verso il porto di Piombino. A proposito, nonostante i fumosi annunci, checche ne dicano smentite e polemiche, sarà questo il porto di destinazione per lo smantellamento, forte di un finanziamento governativo di 160 milioni di euro ricevuto ad aprile e che sarà utile per realizzare le infrastrutture necessarie per accoglierla e smantellarla. Al momento però, il fatto che il porto di Piombino sarà il porto-tomba del Costa Concordia non ha avuto nessuna conferma ufficiale. La cosa quasi certa (il condizionale è d’obbligo) è che entro l’anno la nave, dopo 19 mesi semisommersa, ritornerà nella sua posizione naturale. Bisognerà aspettare ancora qualche mese prima di vederla muoversi, il tempo necessario affinché gli ingegneri siano assolutamente sicuri che la navigazione possa svolgersi in modo sicuro. Le previsioni ottimistiche dicono che nell’inverno inoltrato il relitto sarà pronto per essere trainato, ma a quel punto bisognerà vedere se le condizioni del mare lo permetteranno. Le previsioni realistiche, invece, dicono che bisognerà aspettare la primavera per non avere troppe sorprese. Non bisogna dimenticare che ogni decisione presa finora è stata prima studiata, poi decisa e infine applicata con perizia ingegneristica ai massimi livelli, calcolando ogni possibile imprevisto. Ma le condizioni non possono permettere un cronoprogramma a lunga scadenza né assolutamente certo. Rassicura però il fatto che tutte le operazioni svolte finora siano state ultimate senza intoppi e nel tempo “giusto”, quello che non può fare previsioni ma garantisce il massimo impegno. E’ importante ricordare che il recupero della Costa Concordia è un’operazione mai fatta prima, non tanto per le dimensioni del relitto (Titan ha spesso a che fare con petroliere incagliate da oltre 300mila tonnellate), quanto per le condizioni in cui si trova, con a mare, poco distante, uno strapiombo di almeno 50 metri, e a terra, a pochi passi, le rocce dell’isola del Giglio.
Nel frattempo, per chi avesse bisogno di un riassunto esplicativo di tutte le fasi di galleggiamento, la CNN ha pubblicato nei giorni scorsi una interessante infografica che spiega nel dettaglio cosa faranno prossimamente Titan-Micoperi. Infine, per chi vuole godersi un sorvolo mozzafiato sopra il relitto, un video realizzato a luglio dal Team BlackSheep è quello che fa per voi. Un affascinante clip da una prospettiva unica: un lento sorvolo della nave a pochi metri e in alta definizione, grazie alle prestazioni di un semplice mini elicottero elettrico, o più comunemente detto drone, da non confondere con quello militare.
 
(fonte, ilPost1 e 2)
(foto, © Gregorio Borgia) 
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