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06/12/2012
ambiente, crociere

Costa Concordia non andrà via prima del 2014

dot Costa Concordia non andrà via prima del 2014
di Renato Imbruglia 
 
Costa Concordia non se ne andrà prima del 2014 e il rollino di marcia è attualmente in ritardo di sei mesi. La notizia viene dal 91° Maritime Safety Committee dell’Imo che il 29 novembre si è riunito a Londra per ricevere una delegazione italiana della Guardia Costiera che ha aggiornato gli esperti dell’International Maritime Organization sullo stato della situazione dell’operazione di recupero del “Concordia”. Nella riunione sono state discusse tutte le questioni più attuali sulla sicurezza della navigazione, di queste una parte è stata dedicata alle conseguenze del tragico incidente dello scorso gennaio. 
Le riunioni dell’Imo insieme alla squadra italiana di recupero del relitto hanno rappresentato in questi ultimi mesi un punto di partenza per molte soluzioni in materia della sicurezza della navigazione. L’ultima volta che il nostro paese aveva aggiornato Londra sull’incidente era stato a maggio, quando le informazioni erano poche e non ancora del tutto pubbliche. Poi con la prima udienza di ottobre i documenti sono diventati pubblici e la Guardia Costiera ha potuto organizzare una presentazione che ha ripercorso le dinamiche che hanno portato la nave all’impatto con gli scogli e poi ad inabissarsi per una parte.
 
Il Safety of Life at Sea (SOLAS) è una convenzione internazionale dell’Organizzazione Marittima Internazionale volta a salvaguardare la vita umana a bordo. E una delle più antiche convenzioni sulla sicurezza della navigazione. La sua prima versione risale al 1914, due anni dopo il disastro del Titanic. Viene aggiornato periodicamente attraverso emendamenti, l’ultima modifica importante, riguardante le radiocomunicazioni, risale al 1988 | 
 
In quest’ultima riunione dell’MSC è stata approvata una bozza di modifica al capitolo III della Convenzione Safety Of Life At Sea (SOLAS) dove si richiedono nuove norme relative all’imbarco dei passeggeri, tra cui l’”immediato controllo” al posto delle “entro 24 ore” richieste di solito per le navi i cui passeggeri restano a bordo per un periodo di tempo maggiore lungo. La bozza proposta dovrà essere valutata dagli stati membri ed eventualmente accettata al prossimo meeting MSC 92 che si terrà a giugno 2013. Se troverà l’appoggio favorevole degli stati membri entrerà in vigore alla fine del 2014. Gli emendamenti alla SOLAS riguardano anche la parte III/17-1 in cui si chiede alle navi di avere piani e procedure per recuperare persone in acqua e relative linee guida da diffondere e pubblicizzare questi piani affinché non si creino situazioni di panico e di incertezza. Ed infine, in merito alla regolamentazione SOLAS III/27, è richiesto alle navi di acquisire le informazioni relative alla nazionalità di tutte le persone presenti sulla nave.
Proprio in relazione all’importanza delle indagini sulla Costa Concordia, si è accettato una revisione temporanea di una parte della normativa riguardante la sicurezza delle navi in modo da poter aspettare la fine delle indagini sulla Concordia prima di adottare misure che si basano su maggiori dati e informazioni. Le soluzioni proposte non hanno carattere obbligatorio, ma sono delle misure consigliate e che ci si augura possano presto divenire vincolanti. In particolare, si è deciso che l’accesso al ponte dovrebbe essere limitato agli addetti ai lavori competenti, o che durante le manovre da effettuare debbono garantire un aumento della sicurezza e della vigilanza. Si è inoltre stabilito di mantenere le decisioni adottate in precedenza e che magari potrebbero essere riviste in futuro; tra queste, si segnalano: la presenza di giubbotti di salvataggio nelle zone comuni della nave cosi da evitare che in caso di necessità i passeggeri debbano tornare nelle cabine; la comunicazione in maniera efficace le istruzioni relative al punto di riunione dei passeggeri in situazioni di emergenza; indicazioni per le compagnie di navi e per il Comandante affinché ci si assicuri che i cambi di rotta sono in regola con le normative.
L’IMO ha sempre espresso grande riconoscenza al governo italiano per le notizie fornite. Il Segretario Generale, Koji Sekimizu, ha infatti voluto personalmente ringraziare per gli aggiornamenti e la disponibilità. Il punto per i paesi membri dell’Organizzazione non è cercare colpevoli, individuare se Schettino sia responsabile e quanto lo sia, ma cercare di migliorare codici e convenzioni per evitare che si possano verificare situazioni simili senza entrare in criticismi o valutazioni che non riguardano aspetti tecnici.
Infine, partendo da una proposta dell’Italia fatta a maggio scorso, i 27 paesi membri del Paris Memorandum of Understanding (Paris MoU) http://www.parismou.org/ hanno espresso l’obbiettivo di controllare e monitorare la sicurezza delle navi passeggeri durante tutto il 2013. In questo modo si cerca di far sì che i controlli sulle navi diventino più frequenti, più efficaci, e possano realmente portare ad impedire che eventuali guasti tecnici, o insufficienze di preparazione o informazioni diventino pericolosi per la sicurezza dei passeggeri e della nave: avere la rete portuale unita e decisa è di grande importanza.
È stato perciò stabilito un programma di ispezioni e di verifiche sulle navi passeggeri che ha come obbiettivo esaminare la capacità della nave e del suo equipaggio di fronteggiare situazioni di emergenza e di valutare i piani previsti. L’attività di controllo durerà un anno, si parte il 1 gennaio 2013 e si prevedono ispezioni su circa 500 navi. Sebbene controlli e verifiche per valutare l’efficienza delle navi e dell’equipaggio siano già in vigore, questo programma si basa non solo sull’incidente della Concordia, ma anche sulla forte partecipazione prevista dagli stati membri.
In base a quanto stabilito, i controllori portuali dovranno effettuare verifiche sulle operazioni di emergenza, simulando situazioni di incendio, un’evacuazione dei passeggeri e una riunione nel punto di ritrovo con relativo abbandono della nave in cui le scialuppe di salvataggio saranno calate in acqua. Quest’ultimo tipo di valutazione rappresenta una grande novità, in quanto fin ora non si richiedeva l’imbarco dei passeggeri nelle scialuppe.
Inoltre, viste le perplessità e le proposte italiane, il controllo non guarderà solo all’efficacia della manovra, ma diventerà fondamentale anche il modo di adottare le decisioni, di comunicarle, e dell’adozione dei piani di emergenza; si prevedono poi analisi specifiche in caso di guasti energetici e di problemi tecnici della nave che non comportano l’abbandono ma che innescano comunque l’intervento dei marittimi. Nel caso in cui i controlli rilevino insufficienze, il programma del Paris MoU prevede che il porto adotti delle azioni che dovrebbero ristabilire la correttezza delle manovre; sono previste delle segnalazioni ai responsabili della nave, con invito a modificare la parte in oggetto, arrivando fino al divieto di navigazione per la nave nel caso di gravi insufficienze.

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