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18/01/2012
ambiente, crociere

Costa Concordia, l'intervento di Clini alla Camera

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Costa Concordia, l'intervento di Clini alla Camera
Inizia la seconda fase delle operazioni di soccorso per la Costa Concordia, la nave da crociera che nella notte del 13 gennaio si è scontrata con uno scoglio del gruppo le “Scole” dell’Isola del Giglio, di fronte le coste della Toscana. Secondo fonti incrociate della prefettura di Grosseto, della Protezione Civile, della Guardia Costiera e della compagnia Costa Crociere, delle 4.229 persone che erano a bordo risultano attualmente 11 i morti e 22 i dispersi.
Dopo le operazioni di salvataggio e quelle di recupero tra sopravvissuti e cadaveri, inizia ora la fase più delicata da cui dipenderà il futuro delle coste di questo piccolo gioiello naturalistico: il pompaggio del carburante. Il ministro dell’Ambiente Corrado Clini è intervenuto poco fa alla Camera per aggiornare il governo su queste ultime novità.
Su chi in questi giorni ha minimizzato i possibili rischi ambientali, visto che si tratterebbe “soltanto” di una nave da crociera e non di una petroliera, dovrebbe ricredersi. 2.400 tonnellate tra oli e carburante contenute in 15 serbatoi, tanto ammonta il carico della Concordia, non sono pochi. Come precisa lo stesso Clini, infatti, si tratta dello stesso quantitativo per una piccola nave cisterna
Sulle operazioni di pompaggio, il problema principale, come ha precisato lo stesso ministro dell’Ambiente alla Camera, risiede nelle condizioni meteo. Saranno queste a determinare tempi e modi dello svuotamento del combustibile. A questo si aggiunge il recupero dei 22 dispersi: finché non verranno trovati le operazioni di svuotamento di oli e carburante non potranno iniziare. Prima di essere tolto, il bunker del Costa Concordia, come tutti i carburanti per questo tipo di imbarcazioni, va prima riscaldato poiché si tratta di un liquido particolarmente denso e, se si tiene conto delle basse temperature dell’acqua, questa operazione risulta fondamentale. La compagnia ha presentato alla prefettura di Grosseto un apposito piano di svuotamento che dovrebbe realizzarsi, condizioni del mare permettendo, nel giro di due settimane. Attualmente le previsioni meteo sono tutto sommato buone. E questa è una buona notizia.
A proposito delle misure cautelari per prevenire in futuro questo tipo di incidenti, Clini spiega come non ci sia bisogno di nuove leggi ma di una già esistente, la 51/2011 (art. 11) che, attraverso il ministero dell’Ambiente e dei Trasporti, regolarizza il traffico marittimo. Sulla base di tale norma, Clini chiede che vengano stipulati «accordi con le compagnie per un autoregolamentazione dei traffici». Infine, a proposito del tradizionale rito cosiddetto di “inchino” della nave, il ministro dell’Ambiente ci tiene a precisare l’assoluta urgenza di una sua regolamentazione. Tenendo conto che si tratta di un manovra usuale e compiuta sempre in assoluta sicurezza, nel caso del Costa Concordia è risultata fatale. A questo proposito il ministro dell’Ambiente ha sentenziato: «Una consuetudine tollerata ma non più sostenibile che ha portato alle conseguenze che tutti noi conosciamo».
Paolo Bosso 

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