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27/06/2018
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Confitarma celebra i primi venti anni del Registro Internazionale

dot Confitarma celebra i primi venti anni del Registro Internazionale

"Grazie all'istituzione del Registro, venti anni fa, oggi la flotta mercantile è competitiva, giovane e composta di navi di nuova tecnologia ed eco-compatibili e possiamo contare su un cluster marittimo di grande rilevanza per l’economia e l’occupazione del nostro Paese”. Importanti risultati ottenuti partendo da una data ben precisa: il 27 febbraio 1998, giorno in cui fu approvata la legge che istituiva quel Registro Internazionale nel quale “sono iscritte le navi maggiori adibite esclusivamente a traffici commerciali internazionali”. Una data (e una svolta) fondamentale per il mondo armatoriale e che il presidente di Confitarma, Mario Mattioli, ha voluto degnamente ricordare e celebrare martedì nel corso dell’Assemblea della Confederazione.


All’incontro intitolato “Il Registro Internazionale: 20 anni di straordinaria attualità”, oltre ai Past President Nicola Coccia, Paolo d’Amico ed Emanuele Grimaldi, a tutti i presidenti delle Commissioni confederali, Carlo Cameli, Angelo D’Amato, Guido Grimaldi, Beniamino Maltese e Lorenzo Matacena, sono intervenuti gli armatori Giuseppe e Michele Bottiglieri e i rappresentanti del Gruppo Fagioli, Vincenzo Petrone, presidente Assonave, Luigi Robba, direttore generale di Assiterminal, nonché gli ex direttori generali di Confitarma Giuseppe Perasso e Gennaro Fiore. “È grazie a persone come voi, senza dimenticare i Past President Paolo Clerici, Aldo Grimaldi e Giovanni Montanari che oggi non hanno potuto essere qui con noi – ha affermato Mattioli – e nel solco del pensiero dell’indimenticabile Antonio d’Amico, che oggi siamo quello siamo”.


Il dibattito, moderato da Andrea Margelletti, presidente CeSI, è stato aperto dall’intervento di Ugo Salerno, ad RINA Spa, che ha illustrato lo scenario in cui opera la flotta mercantile italiana che grazie al Registro Internazionale oggi è composta da navi efficienti, tecnologicamente avanzate. “Una flotta mercantile battente bandiera italiana è strategicamente importante perché consente un controllo sui traffici, fondamentale per un Paese come il nostro le cui importazioni ed esportazioni viaggiano prevalentemente via mare”.


Mario Mattioli, presidente Confitarma, ha ribadito che l’armamento italiano deve affrontare molte sfide e potrà farlo solo se la flotta potrà continuare ad essere competitiva. Sfide come il rinnovo del CCNL, la promozione di una formazione di qualità, nonché le nuove misure di tipo, che condizionano fortemente l’impostazione della politica marittima. La competitività è anche alla base del confronto tra armatori e stakeholder finanziari. Per non parlare dell’esigenza di semplificazione delle norme e delle procedure burocratiche che incidono sulla nostra competitività. “Sono poche le organizzazioni di categoria che possono vantare, come la Confederazione Italiana Armatori, 117 anni di età nel corso dei quali la priorità è sempre stata la tutela degli interessi marittimi nazionali, fronteggiando e vincendo ogni sfida ha aggiunto Mattioli - La storia ha dimostrato che le sfide si vincono se si è uniti. Per questo continueremo a lavorare per essere sempre il punto di riferimento, in Italia e all’estero, dell’intero cluster marittimo, nazionale e internazionale".


L’Ammiraglio Ispettore Capo Giovanni Pettorino, Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto ha ribadito la vicinanza all’armamento italiano ricordando il suo straordinario sforzo nel salvataggio di migliaia di vite umane che non ha precedenti nella storia della marina mercantile e affermando il suo appoggio affinché gli equipaggi della marina mercantile italiana siano insisgniti della Medaglia d’oro al valore della Marina. Inoltre, l’Ammiraglio Pettorino ha ricordato la stretta sinergia che lega gli armatori alle Capitanerie di porto ed il ruolo di queste ultime affinché le navi italiani continuino a mantenere il loro primato di qualità nel mondo.


Mauro Coletta, nell’illustrare come intende condurre il suo incarico di direttore generale per la vigilanza sulle autorità portuali, le infrastrutture portuali ed il trasporto marittimo e per vie d'acqua interne, MIT, ha sottolineato l’esigenza di rendere più snelle molte procedure che rallentano fortemente l’attività dell’Amministrazione e che allontanano sempre più la possibilità di realizzare progetti per adeguare le nostre infrastrutture all’evoluzione della navigazione marittima. Coletta ha poi voluto sottolineare con forza l’ottimo rapporto con il Comando generale del Corpo delle Capitanerie di porto con il quale la sua Direzione collabora in stretta sinergia nell’interesse nazionale.


Fabrizia Lapecorella, direttore generale delle Finanze, MEF, ha brevemente illustrato le misure fiscali di sostegno al settore marittimo nel quadro delle linee guida comunitarie e il ruolo del Dipartimento finanze nella fase di prima applicazione della tonnage tax (DM di attuazione del 23/6/2005). Regime che nel 2015 ha ottenuto la proroga comunitaria, solo lievi modifiche, fino al 2023. In ogni caso, sta cambiando il contesto fiscale in cui si trovano ad operare le imprese armatoriali e la Commissione richiede all’Italia di adeguarsi all’evoluzione della prassi comunitaria in materia di noleggio e locazione a scafo nudo. Ciò avrà inevitabili ricadute sull’impianto normativo nazionale.


Stefano Zunarelli, professore ordinario Dipartimento di Scienze Giuridiche, si è soffermato sulle linee guida europee che dal 1997 sono state alla base del rilancio delle flotte dei Paesi membri dell’Ue ed alle quali anche l’Italia si è ispirata, rispettandone in pieno i dettami ed ha rilevato che non bisogna mai perdere di vista l’obiettivo di fondo che ha dato origine alla legge 30 del 1998, cioè garantire alle navi italiane di poter competere con navi iscritte in altri registri  altrimenti si rischia di perdere il motivo stesso per cui il Registro Internazionale è stato istituito.


Angela Stefania Bergantino, professore di Economia dei trasporti, Università di Bari, presidente della Società Italiana di Economia dei trasporti e della logistica, ha ricordato che occorre considerare la blue economy in un`ottica sistemica, all`interno di un quadro globale molto competitivo e volatile data l`estrema mobilità dei fattori produttivi. Per una vera politica dei trasporti marittimi, è necessario, come viene a ragione chiesto dall`intera industria, promuovere una governance forte e unitaria del mondo del mare, declinato in tutte le sue molte componenti.


Alessio Rossi, vice presidente Confindustria e Presidente dei Giovani Industriali ha sottolineato il ruolo fondamentale del trasporto via mare per l’industria del Paese ed ha ribadito che per ottenere buoni risultati occorre chiarezza e univocità di intenti. Per sostenere le enormi potenzialità dell’industria marittima a vantaggio dell’economia del Paese è quindi importante dare voce univoca alle componenti marittime e a quelle industriali per dare maggiore forza e peso politico alle istanze del settore.


Raffaele Rinaldi, responsabile Ufficio Crediti dell’ABI-Associazione Bancaria Italiana, ha affermato che è comune interesse di ABI e Confitarma favorire l’ulteriore sviluppo della relazione tra le nostre associate, attraverso una migliore conoscenza dei reciproci ambiti operativi e la rimozione degli eventuali ostacoli, anche di natura regolamentare, che possano rendere la stessa meno fluida. Per questo è stato costituito un tavolo permanente di confronto in grado di rendere continuativa la collaborazione tra le due associazioni.


In conclusione il presidente Mattioli ha annunciato che insieme al professor Margelletti, “abbiamo pensato di creare un Think tank del mare nell’ambito del quale elaborare proposte per un ulteriore sviluppo della flotta mercantile e di tutto il cluster marittimo italiano che ruota intorno ad essa, con l’auspicio che possa nascere in tempi brevi una “governance del mare”.

 

L’Assemblea


L’Assemblea della Confederazione Italiana Armatori (nel corso della quale è stato anche varato il nuovo logo dell’associazione)  ha proceduto all’approvazione del bilancio e della Relazione annuale sull’anno 2017. “Oggi la flotta di bandiera italiana è tra le principali al mondo – ha affermato il presidente Mattioli - con 16,3 milioni di tonnellate di stazza e posizioni di leadership o di assoluto rilievo nei settori più sofisticati quali unità ro-ro, navi da crociera, navi per prodotti chimici. Grazie agli oltre 30 miliardi di euro investiti negli ultimi 10 anni dagli armatori italiani, la flotta è cresciuta in quantità e migliorata in qualità e nel panorama mondiale è una delle più giovani e moderne”.


“Ieri è stata celebrata la Giornata mondiale del marittimo – ha aggiunto Mario Mattioli – e gli armatori italiani esprimono apprezzamento e gratitudine per la Gente di mare, consci del fatto che la risorsa umana è il fattore determinante per un trasporto sicuro ed efficace”. “Da anni stiamo investendo nella formazione di personale qualificato e specializzato, dei professionisti del futuro, offrendo posti di lavoro e percorsi di carriera promettenti a bordo, a terra e dando opportunità di occupazione non solo negli altri comparti del cluster marittimo ma anche all’estero. Tutto ciò potendo contare su un livello di formazione del personale marittimo molto elevato”.

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