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13/04/2017
armatori, politiche marittime

Confitarma avvia rinnovo presidenza e incontra l'Imo

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Il Consiglio di Confitarma, presieduto da Emanuele Grimaldi, ha esaminato ieri a Roma le principali tematiche d’interesse del settore e nominato Nello D’Alesio, Giuseppe D’Amato e Alcide Ezio Rosina quali componenti della Commissione di designazione in vista del rinnovo della presidenza di Confitarma.


E’ stato avviato così l’iter per l’elezione del nuovo presidente confederale, iter che si affiancherà a quello di rinnovo del Consiglio. La Commissione di designazione provvederà a raccogliere le candidature alla Presidenza attraverso la consultazione degli Associati, sottoponendole poi al Consiglio il quale voterà a scrutinio segreto il nominativo da proporre all’Assemblea. Al termine della riunione, è intervenuto Kitack Lim, segretario generale dell’International Maritime Organization (IMO), accompagnato da Simona Vicari, Sottosegretario di Stato alle Infrastrutture e ai Trasporti.


Nel suo discorso di benvenuto il presidente Grimaldi ha sottolineato che i significativi miglioramenti registrati nelle performance del settore marittimo sono legati principalmente all'applicazione delle convenzioni IMO: “nella maggior parte dei mercati mondiali è ora estremamente difficile per le navi sub-standard navigare evitando detenzioni e sanzioni. Le Convenzioni dell’IMO hanno portato alla progressiva trasformazione del trasporto marittimo, che oggi è la modalità di trasporto più sicura, efficiente e rispettosa dell’ambiente”.


Il presidente di Confitarma, nel ribadire che l’IMO è la sede migliore per stabilire regole efficaci e garantire la parità di condizioni per tutti gli operatori marittimi, ha ricordato che le nuove regolamentazioni comportano ingenti investimenti per il gli armatori. Per questo, i Paesi membri, pur applicando con la giusta severità le nuove norme devono farlo in modo realistico: “Gli armatori non intendono evitare l’applicazione delle nuove norme per la protezione dell’ambiente ma devono essere messi in condizione di poterlo fare”.


In questo contesto, i Governi devono prendere una posizione chiara per quanto riguarda l'attuazione dei nuovi limiti per il contenuto di zolfo nei combustibili ad uso marittimo o le eventuali deroghe locali alla Ballast Water Management Convention, che entrerà in vigore l’8 settembre 2017, anche se non è ancora stata ratificata dall’Italia. Per quanto riguarda l’introduzione di misure per ridurre le emissioni di Co2, gli armatori sono favorevoli all'introduzione di norme a livello globale al fine di non creare con normative solo regionali distorsioni nei mercati. “L'obiettivo è introdurre regole semplici tenendo conto delle esigenze operative”.


Il Segretario generale dell’Imo Kitack Lim, ha manifestato apprezzamento per il lavoro svolto dall’Italia in seno a questa Agenzia dell’ONU, ricordando che essa ha il compito di promuovere il trasporto marittimo sicuro, rispettoso dell'ambiente, efficiente e sostenibile e che l’attività dei 172 stati membri è costante e molto intensa per raggiungere il consenso su regimi normativi globali che possano poi essere implementati in modo uniforme ed efficace. Accanto ai tradizionali argomenti legati alla sicurezza e alla formazione del personale marittimo, l’IMO sta sviluppando anche nuovi temi come la cyber security e il Codice Artico, sempre nell’ottica di un approccio globale per individuare la migliore soluzione. È infatti fondamentale l’attività di armonizzazione delle norme al fine di ridurre il gap tra le nuove normative e la realtà operativa, tenendo conto delle esigenze dell’industria.


L’evoluzione tecnologica impone grande attenzione nella formulazione del quadro normativo, che deve bilanciare i benefici derivanti dalla maggiore sicurezza della navigazione e della salvaguardia dell’ambiente con le conseguenze sul commercio mondiale, i potenziali costi per l’industria della navigazione ed anche l’impatto sul personale di bordo e di terra. Per questo il contributo di idee e i suggerimenti delle compagnie di navigazione sono di fondamentale importanza.


Dopo aver ricordato che l’Italia è membro dell’IMO dal 1957 e che nel 2015 è stata rieletta nella  Categoria A del Consiglio Esecutivo, Simona Vicari ha ricordato il rilievo che ha l’economia del mare per l’Italia con una produzione di beni e servizi pari a 35 miliardi di euro l’anno e richiamato l’attenzione sul fatto che sia uno dei pochissimi settori in cui l’occupazione è rimasta stabile nonostante la crisi degli ultimi anni. Ha poi sottolineato come il nostro Paese sia tra gli Stati che hanno ratificato il maggior numero di trattati attualmente in vigore nel trasporto marittimo e che “possiede una flotta ampiamente rinnovata e tecnologicamente avanzata, che è garanzia di sicurezza della navigazione e di tutela dell’eco-sistema marino”.


Inoltre, il sottosegretario Vicari ha evidenziato l’esigenza di una corretta regolamentazione internazionale per tutto ciò che attiene alla salvaguardia dell’ambiente, ribadendo che per “portare avanti questi importanti progetti e per rilanciare il trasporto marittimo italiano è necessario il contributo di tutte le parti coinvolte, dalle Amministrazioni agli operatori del settore sino alle Associazioni di categoria, perché soltanto l’unione delle forze e la comunanza degli obiettivi, consentirà al nostro sistema Paese ed allo shipping nazionale, di rafforzare la leadership dell’Italia a livello europeo e mondiale, un ruolo di cui il nostro Paese deve essere ben cosciente e fiero”.

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