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27/07/2014
ambiente, crociere

Concordia è arrivata a Genova

dot Concordia è arrivata a Genova
 
27 luglio. Aggiornamento H16.00. Genova. Alle 15.40 di questo pomeriggio è stato firmato l'atto notarile che sancisce il trasferimento della proprietà della Concordia da Costa Crociere al raggruppamento Saipem/San Giorgio del Porto. L'atto prevede che la vendita sia effettuata allo scopo specifico della demolizione e del riciclo secondo gli accordi e le prescrizioni concordate con le autorità e principalmente con il ministero dell'Ambiente. 
 
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Queste saranno le ultime ore di vita della Costa Concordia, la nave da crociera da oltre 4mila passeggeri naufragata la notte del 13 gennaio del 2012 a pochi metri dalle coste dell'isola del Giglio, in Toscana. Dopo una rotazione (forse il momento più difficile di tutta l'operazione di recupero), un galleggiamentouna partenza, e un viaggio tutto sommato filato liscio, la nave da 114mila tonnellate sta entrando al terminal Voltri, una delle tre zone dove passerà per essere alleggerita sempre di più, e infine smantellata pezzo pezzo, con l'acciaio come materiale principale di scarto, quindi ben riciclabile. 
E' finita, o almeno è finito il pericolo ambientale che costituiva questa unità da crociera per il Tirreno. E' finita un'operazione mai tentata prima nel Mediterraneo per grandezza e complessità, costata finora circa un miliardo e mezzo di euro (di cui una buona metà coperta dagli assicuratori).
Se volete seguire l'arrivo in diretta, c'è il liveblog del Post.
 
Cosa succederà a Genova 
Il sito de Il Tirreno spiega tutte le fasi dello smantellamento:
La Fase 1 riguarda le operazioni di ricezione nel porto di Voltri del relitto che sarà subito alleggerito dagli arredi e dall’allestimento dei ponti. Così, riducendone il pescaggio, il relitto può essere spostato al molo ex Superbacino dove si può avviare la Fase 2 che prevede l’esecuzione dello smantellamento e demolizione dei ponti superiori che saranno ‘affettati’ longitudinalmente per non compromettere stabilità e galleggiamento.
Alla fase 3 e 4 appartengono le operazioni di smantellamento e pulizia da effettuare a secco all’interno del bacino per arrivare alla completa demolizione. Ciascuna fase prevede operazioni specifiche come la rimozione dei materiali pericolosi, la pulizia degli impianti e dei magazzini che contengono alimenti, la separazione e il packaging dei rifiuti a bordo e lo sbarco dei pacchi sul molo. Qui camion ad hoc li trasferiranno alla banchina di Voltri dove i rifiuti saranno compattati e avviati in impianti esterni autorizzati.
Per gli allestimenti interni e di pulizia delle aree, il trattamento sarà più complesso. La rimozione dei materiali pericolosi e lo svuotamento dei ponti emersi sono le prime cose da fare. L’acqua ‘intrappolata’ sarà analizzata, tutto il materiale organico verra’ tracciato e rimosso. I rifiuti e i materiali raccolti, chiusi in contenitori specifici, saranno trasferiti in banchina.
Per quanto riguarda invece i ponti, il relitto e’ stato diviso in tre sottosezioni: prua, poppa e centro nave. Per poter smantellarlo sara’ necessario il controllo della stabilità. Per far questo verranno installati strumenti di controllo specifici oltre a alcuni air bag. La sequenza di taglio verrà pianificata eseguendo calcoli strutturali per evitare il pericolo di compromettere l’integrità del relitto. Una volta cominciata la demolizione di un’area si procederà con le operazioni di taglio, e il materiale metallico sarà tutto riciclato.
Lo smaltimento e il recupero dei rifiuti prevede la presenza di impianti autorizzati. Ne sono stati individuati una cinquantina per specifiche tipologie di rifiuti. Impianti che si trovano in basso Piemonte, nel bresciano e nel novarese, in Toscana e in tutta la Liguria.
Riassumento: arrivata nel capoluogo ligure, Concordia passerà dapprima al terminal di Voltri, l’unica bocca di accesso al porto con un pescaggio sufficiente (circa 18 metri). Verrà “strippata” (tutti gli oggetti di arredamento verranno “strappati”, rimossi), alleggerendola quel tanto da farle raggiungere un pescaggio di 15 metri. Passerà poi a Levante, nell’area di riparazioni navali di Sampierdarena, dove verranno tagliati i ponti. Il pescaggio si ridurrà a 10 metri. Infine, ultimo passaggio al bacino di carenaggio per lo smantellamento definitivo.
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