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16/06/2013
autotrasporto, politiche marittime, traghetti

Caro-traghetti, stangata per quattro compagnie

dot Caro-traghetti, stangata per quattro compagnie
Il capitolo “caro-traghetti” in Sardegna segna una nuova pagina del valore di 8 milioni di euro. E’ la multa complessiva che l’Antitrust sanziona a quattro società che insieme operano i collegamenti principali tra l’isola e la terraferma, ovvero Civitavecchia-Olbia, Genova-Olbia e Genova-Porto Torres. La più “cattiva” è Moby, a cui sono stati comminati 5,4 milioni di euro, seguita da GNV (2,3 milioni), Snav (231mila) e Marinvest (42mila), holding finanziaria italiana delle società che fanno capo ad Msc. Tutte colpevoli, in un periodo che va da settembre 2010 a settembre 2011, di aver concordato un «aumento dei prezzi per i servizi di trasporto passeggeri», si legge sul sito del Garante.
Gli aumenti sono stati salati e “orchestrati”, con un cambio di marcia improvviso nella stagione estiva 2011, inusuale per un traffico dove «la trasparenza delle tariffe – commenta l’Antitrust – caratterizza strutturalmente il settore». I rincari non sono giustificabili «in altro modo se non con la concertazione». Non ci sono dubbi: gli aumenti sono stati concordati, con punte del 65%. In particolare: +42% sulla Civitavecchia-Olbia (da 35 a 49 euro, prezzo medio di un biglietto) e Genova-Olbia (da 57 a 81 euro); +50% sulla Genova-Porto Torres (da 65 a 98 euro). Un regime di monopolio concordato da parte di compagnie «che complessivamente detengono quote di mercato molto elevate sulle rotte interessate». «Né il caro carburante, che avrebbe potuto comportare un aumento dei prezzi ma in misura inferiore, né le perdite di bilancio degli operatori giustificano un aumento dei prezzi così simultaneo e significativo», conclude la nota del Garante della Concorrenza. Bocche cucite dagli armatori. Per domani Moby ha convocato una conferenza stampa che si terrà a Milano presso i propri uffici, a Largo Augusto 8. Moby, che ha prima fissato e poi annullato una conferenza stampa nella sua sede di Milano per lunedì 17, ha annunciato che farà ricordo al Tar. 
Un provvedimento annunciato per Cinzia Franchini di Cna-Fita, che il 26 luglio 2011 aveva depositato un esposto all'Authority (che pubblichiamo di seguito). Il sindacato degli autotrasportatori «da oltre due anni sta insistendo sulla necessità di liberalizzare settori strategici». «Il caro-traghetti - commenta l’associazione di categoria - ha assunto l’insostenibilità di altri aumenti come il caro gasolio, il caro-pedaggi o il caro assicurazioni che mostrano quanto in Italia, in certi settori, la libera concorrenza sia ancora un problema». 
 
La denuncia di Cna-Fita
 
Spettabile
Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato
Piazza G. Verdi, 6/A
00198 ROMA
Alla cortese attenzione dell'Ill.mo Presidente
 
ESPOSTO-DENUNCIA
Illustrissimo Signor Presidente,
CNA FITA, associazione rappresentativa di oltre 35.000 imprese di autotrasporto di cose per conto di terzi dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa, in persona del suo Presidente e legale rappresentante pro tempore, Sig.ra Cinzia Franchini, con sede in Roma, Via Guattani 13, in considerazione dei poteri di indagine attribuiti a codesta Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato di cui all'articolo 12 della legge 10 ottobre 1990, n. 287 (“Norme per la tutela della concorrenza e del mercato”), si pregia di esporre e chiedere alla S.V. Ill.ma quanto segue
premesso
- che risulta ormai fatto notorio l'esorbitante rincaro dei corrispettivi per i noli marittimi dei traghetti con partenza o destinazione verso la regione Sardegna verificatosi nel corso del presente anno, non solo in relazione al trasporto passeggeri, ma anche, e soprattutto per quanto di interesse della scrivente associazione, al trasporto merci effettuato attraverso mezzi pesanti imbarcati su tali tratte,
- che è stato registrato un aumento medio del 70% delle tariffe rispetto agli anni precedenti, con applicazioni di prezzi sostanzialmente analoghi, da parte di tutte, o quasi, le Compagnie marittime che operano su tali destinazioni;
- che molte sono state le segnalazioni giunte presso la scrivente associazione da parte di trasportatori ed operatori logistici che utilizzano tali tratte marittime;
- che i Vettori e le Compagnie marittime che operano in tale ristretto mercato sembrano, pertanto, aver dato luogo ad un vero e proprio cartello, concertando misure dirette a determinare un ingiustificato ed illegittimo aumento diffuso dei corrispettivi per i passaggi marittimi predetti;
- che codesta On.le Autorità, in relazione ai predetti fatti, con i Provvedimenti n. 22416 dell’11 maggio 2011, e n. 22560 del 28 giugno 2011, ha già avviato un’istruttoria formale, ai sensi dell’articolo 14 della legge n. 287/90, per presunta violazione dell’articolo 101 del TFUE, nei confronti delle società: Onorato Partecipazioni S.r.l., Moby S.p.A., Marinvest S.p.A., Investitori Associati SGR S.p.A., Grandi Navi Veloci S.p.A., SNAV S.p.A., Lota Maritime S.A., Forship S.p.A. (“Sardinia Ferries”; “Corsica Ferries”), Clessidra SGR S.p.A., e L19 S.p.A., per accertare l'esistenza di una presunta intesa restrittiva della concorrenza in violazione dell’articolo 101 del TFUE (e visto il Regolamento n. 1/2003 del Consiglio del 16 dicembre 2002, concernente l’applicazione delle regole di concorrenza di cui agli articoli 101 e 102 del TFUE), volta ad alterare le dinamiche competitive nei mercati relativi al trasporto marittimo di linea di passeggeri tramite traghetti e/o aliscafi, con o senza veicoli gommati al seguito da e per la Sardegna, con particolare riguardo ai collegamenti marittimi da/per Civitavecchia, Livorno e Genova a/da Olbia-Golfo Aranci e Porto Torres;
- che ciò è avvenuto a seguito delle numerose e circostanziate segnalazioni pervenute tra il 17 gennaio e l’11 maggio 2011 da parte di privati cittadini, nonché dalle associazioni Altroconsumo, Camper, Codacons, Unione Nazionale Consumatori, Associazione per la difesa e orientamento consumatori, Voglio Vivere, Adiconsum, nonché da Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, Regione Sardegna e Regione Liguria;
- che in tali denunce si lamentano i “rilevanti e contestuali aumenti dei prezzi introdotti dagli operatori privati che offrono il servizio di trasporto marittimo da/per la Sardegna in partenza/arrivo dalla penisola italiana” (provvedimento Agcm n. 22416), e che gli stessi noli risultavano in media superiori al 60% (come rilevato da ultimo dalla Regione Sardegna), con punte del 100% o superiori (come lamentato da diversi denuncianti, che in alcuni casi riferiscono di aumenti anche superiori al 150%);
- che analoghe percentuali risultavano riportate da numerosi articoli di stampa;
- che codesta On.le Autorità, pur riconoscendo che “Non esiste, pertanto, un vero e proprio listino prezzi accessibile ai consumatori, che possa essere utilizzato per confrontare i prezzi praticati tra operatori e da un anno all’altro”, accertava, prima facie, sulla base delle proprie elaborazioni, “un generale sensibile incremento di prezzi - dell’ordine del 90-110% in media rispetto all’anno precedente - sulle rotte interessate dalle denunce”;
- che l’Autorità, nel caso di specie, individuava, quindi, in via preliminare, i mercati rilevanti in relazione alla sovrapposizione tra i diversi operatori interessati sulle rotte interessate e del grado di sostituibilità tra i porti, stabilendo, in particolare “che i porti sardi di Olbia e Golfo Aranci possono essere considerati sostituibili dal lato della domanda, mentre ai fini della presente nota si individuano i seguenti mercati rilevanti: Civitavecchia-Olbia/Golfo Aranci, Genova-Olbia, Livorno-Olbia/Golfo Aranci e Genova/Porto-Torres”; venivano quindi elaborate le percentuali di mercato di ciascun operatore;
- che l’Autorità avviava quindi l’istruttoria nei confronti dei predetti soggetti in quanto non poteva escludersi che “… l’aumento dei prezzi registrato sui collegamenti da/per la Sardegna non sia solo il frutto di decisioni autonome, ma sia piuttosto riconducibile ad un coordinamento delle condotte commerciali tra operatori di mercato”, evidenziando, tra l’altro che “…gli stessi operatori che erogano servizi di trasporto da/per la Sardegna sono attivi anche in altre rotte (tra cui ad esempio i collegamenti con la Sicilia) e che, su queste, non sembrerebbero aver trasferito egualmente i suddetti incrementi di costo sui prezzi finali”, eppertanto prosegue l’Agcm “…Le citate condotte – aumento generalizzato e significativo dei prezzi dei servizi di trasporto marittimo sui collegamenti da/per Civitavecchia, Livorno e Genova a/da Olbia-Golfo Aranci e Porto Torres nel periodo estivo 2011 – potrebbero quindi essere il risultato di un’intesa, sotto forma di accordo e/o pratica concordata, finalizzata ad evitare un corretto confronto concorrenziale sui suddetti collegamenti…” (…) “…la fattispecie oggetto del presente procedimento, apparendo idonea ad arrecare pregiudizio al commercio tra Stati membri, deve essere valutata ai sensi dell’articolo 101 del TFUE”,
-       - che la situazione in esame ha quindi reso fondato il sospetto che gli aumenti delle tariffe per le tratte marittime da e per la Sardegna, anche in relazione, per quel che, in particolare, interessa la scrivente associazione, ai veicoli e mezzi pesanti adibiti al trasporto merci, siano alieni da normali dinamiche di mercato, e costituiscano, vice versa, il frutto di intese restrittive della concorrenza e del mercato;

-       - che tali intese pregiudicano sia diritti soggettivi, sia diritti “collettivi” ed interessi diffusi, alterando di fatto il sistema di approvigionamento delle merci in transito con tali destinazioni e rendendo più onerosa e, financo difficoltosa, la distribuzione dei beni di primo consumo (si pensi che, allo stato attuale, i mezzi pesanti che utilizzano abitualmente le così dette “Autostrade del Mare” sono circa 1.500.000 l’anno; fonte Rete Autostrade Mediterranee S.p.A., www.ramspa.it);

- che risulta altresì pregiudicato il diritto alla c.d. “continuità territoriale” già oggetto di specifica regolamentazione nelle conferenze Stato-Regione, nonché vanificato, in tutto o in parte, il sistema di incentivazione dei trasporti per via marittima (c.d. Ecobonus delle Autostrade del Mare: Legge 22 novembre 2002, n. 265, di "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 settembre 2002, n. 209, recante disposizioni urgenti in materia di razionalizzazione della base imponibile, di contrasto all'elusione fiscale, di crediti di imposta per le assunzioni, di detassazione per l'autotrasporto, di adempimenti per i concessionari della riscossione e di imposta di bollo", in Gazzetta Ufficiale n. 275 del 23 novembre 2002), come segnalato anche dal Presidente della Regione Sardegna (cfr. Sole 24 Ore 7-07-2011: «Occorre lavorare - dice il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci - a una soluzione che scongiuri il caro-tariffe dei traghetti e garantisca la continuità territoriale del trasporto, compreso quello delle merci, che negli anni ha segnato un calo. Ci vuole un tavolo col governo e rivedere completamente l'accordo per le convenzioni di continuità territoriale, che è vecchio di 20 anni». Cappellaci, poi, spiega che dall'inizio dell'attività di Saremar (metà giugno per Civitavecchia-Golfo Aranci e 22 giugno per Vado-Torres) la compagnia ha venduto 22mila biglietti. Infine, respinge l'ipotesi che al rallentamento delle prenotazioni di ferry per la Sardegna abbia contribuito, se non marginalmente, «l'annuncio fatto in aprile delle nuove rotte di Saremar»);

-       - che, come noto, ai sensi dell’art. 2 della citata legge risultano “… vietate le intese tra imprese che abbiano per oggetto o per effetto di impedire, restringere o falsare in maniera consistente il gioco della concorrenza all'interno del mercato nazionale o in una sua parte rilevante, anche attraverso attività consistenti nel:
-       a) fissare direttamente o indirettamente i prezzi d'acquisto o di vendita ovvero altre condizioni contrattuali; (…)”

PQM

CNA FITA in persona del suo Presidente è legale rappresentante pro tempore, Cinzia Franchini, con sede in Roma,

chiede

che codesta On.le Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nell’esercizio dei poteri di cui alla predetta legge 287/1990 (art. 12 e ss.), voglia compiere tutti gli approfondimenti ritenuti necessari in relazione ai fatti esposti, anche in relazione, alle tariffe applicate ai mezzi pesanti adibiti al trasporto merci da e per la regione Sardegna, ed a voler conseguentemente adottare tutte le misure ritenute opportune al fine di sanzionare, se del caso, le Compagnie di navigazione e le imprese marittime coinvolte, ed in ogni caso a voler contrastare ed inibire le intese restrittive e di cartello che dovessero essere riscontrate a seguito dei compiuti accertamenti istruttori.

Con osservanza,

Roma, 26 luglio 2011

                                                           CNA FITA, il Presidente 
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