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02/07/2013
politiche marittime

C'è una nave greca dietro il caso Enrica Lexie?

dot C'è una nave greca dietro il caso Enrica Lexie?
di Renato Imbruglia 
 
Lo scoop di Toni Capuozzo riportato da TgCom24 potrebbe gettare una nuova luce sulla vicenda della Enrica Lexie. Il giornalista friulano sostiene che a sparare ai due pescatori o pirati indiani non siano stati i fucilieri della Marina presenti sulla nave italiana. Lo scontro letale si sarebbe invece avuto tra le barche indiane e una nave greca, l'Olympic Flair. In realtà questa visione degli eventi non è nuova, la si può trovare già da diversi mesi, anche se non cosi garantista verso i militari italiani. La ricostruzione di TgCom24 si basa sull’intervista al capitano del peschereccio St. Anthony, Capitan Bosco, che lascia intendere una discrepanza tra gli orari ufficiali e quelli reali e soprattutto sull’effettivo incontro tra l’Olympic Flair e alcune barche indiane non lontano dalle coste di Kochi Anchorage, la stessa zona in cui l’Enrica Lexie è transitata e dove ha incrociato i pirati.
Per contrastare la pirateria, l’IMO ha creato un database online in cui raccoglie tutte le segnalazioni provenienti dalle navi che avvistano movimenti sospetti o subiscono un attacco. Una sorta di mappa in cui sono tracciate le zone di mare più pericolose. Analizzando la segnalazione che Olympic Flair ha mandato all’IMO, e confrontandola con le vicende dell’Enrica Lexie, è possibile avere alcune informazioni che rendono la vicenda più ambigua di quel che può sembrare. Olympic Flair ha segnalato l’attacco del 15 febbraio 2012 all’ora locale 22:20, (16:50 UTC). La posizione al momento dell’aggressione pirata era “approssimativamente 12 miglia nautiche WSW di Kochi Lt, Kochi Anchorage”; l’India era lo stato costiero di riferimento, e la posizione esatta era   “9° 57.00' N  76° 02.00' E”. L’area specifica era quella a ridosso del porto e lo “Status della nave” era “all’ancora”. Nella breve descrizione che è richiesto nel form dell’IMO, “Olympic Flair” dichiarò che:  «Circa 20 ladri in due barche approcciarono la nave e cercarono di salire a bordo. L’equipaggio di vedetta notò i rapinatori, dando l’allarme e chiamò a raccolta l’equipaggio. I ladri rinunciarono all’attacco vedendo il movimento dell’equipaggio e cambiarono rotta». Tra le azioni intraprese dalla nave, nel report si fa riferimento alla segnalazione dell’allarme e alla chiamata a raccolta dell’equipaggio. Non si sono avuti feriti, rapimenti, né ci sono segnalazioni sulle armi usate dai pirati. 
 Come si può notare, non c’è nessun riferimento a un eventuale scontro a fuoco o alla presenza di personale armato a bordo della nave che ha poi proseguito il proprio viaggio, senza essere coinvolta nell’uccisione dei due indiani, al contrario dell’Enrica Lexie. Cercando alcuni dati sull’Enrica Lexie, manca un report ufficiale all’IMO, o comunque non ne esiste uno consultabile. Si può affermare che l’incidente dell’Enrica Lexie si sia verificato approssimativamente intorno le ore 16:30 locali, (11:00 UTC). La posizione della nave non era lontana dalla quella in cui l’Olympic Flair fece riferimento nella propria segnalazione; poche miglia di differenza. Alla ore 22:20 locali (16:50 UTC, la stessa segnalata nel report dell’”Olympic Flair”) l’Enrica Lexie era scortata da alcuni mezzi della marina militare indiani e da un velivolo verso il porto costiero di Kochi. La nave greca non fu mai fermata dalle autorità indiane, nemmeno per una conferma o un parere sullo scontro a fuoco. Ma l’aspetto più ambiguo, è che il report dell’Olympic Flair non si potrebbe considerare veritiero. Infatti, l’orario dell’attacco alla nave greca segnalato nel form, 22:20 locali (16:50 UTC), combacerebbe con il momento in cui i mezzi della marina indiana starebbero scortando l’Enrica Lexie in porto e sarebbero sicuramente intervenuti in difesa dell’Olympic Flair, vista la vicinanza con la costa e le poche miglia di distanza tra la nave italiana e quella greca. È anche audace sospettare che i pirati attacchino una nave quando vi sono diverse unità militari in quello specchio di mare. Inoltre l’accurata descrizione nel report della nave greca fa pensare che l’attacco sia avvenuto di giorno. L’identificazione di un numero preciso di pirati, e la certezza che l’equipaggio della nave aveva visto il pericolo e si stava preparando per un’autodifesa, fanno pensare che tutto ciò sia avvenuto alla luce del sole e non di notte. Di riflesso, anche l’abbandono dei pirati all’attacco perché accortisi “del movimento dell’equipaggio” sembra avvalorare la tesi sull’ambiguità dell’orario effettivo.
 Si potrebbe supporre che lo scontro della nave greca con i pirati c’è stato, ma prima di quanto segnalato; e perché ritardare tale segnalazione se non ci sono state conseguenze? Ci sono alcuni aspetti che la nave greca ha voluto non comunicare? O ha voluto farlo dopo, quando l’Enrica Lexie aveva attirato l’attenzione internazionale? Pochi giorni dopo l’incidente, un portavoce governativo greco smentì la presenza di una nave greca in quelle acque in quelle ore. Tale dichiarazione si è rivelata falsa. Ciò che emerge è un’ambiguità e una confusione evidente. Chiaramente non si può dire che sia stata la nave greca a sparare ai pirati. Le perizie balistiche sui fucili dei militari a bordo della nave italiana hanno dimostrato che i colpi sono stati esplosi. Varrebbe inoltre anche la stessa critica che si fa in questo caso alla nave greca, ma invertita: perché l’Italia non ha protestato se il reato non sarebbe stato commesso da suoi militari su una nave italiana? Perché assecondare le (giuste) pretese indiane se il fatto non è avvenuto? Certamente il governo italiano e le istituzioni nazionali hanno preso in mano tardivamente la situazione, in modo goffo, indeciso e incoerente. Ma la Grecia non ha mai collaborato, né le è stata chiesta una mano per appurare almeno una ricostruzione oggettiva e incontrovertibile dei fatti temporali e spaziali. Tutto ciò oggi non fa altro che rendere ancora più incerta la situazione. E sicuramente gli unici a rimetterci sono stati, oltre i due pescatori indiani, i due militari italiani.
 
Nella foto l'Olympic Flair 

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