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14/12/2016
ambiente, politiche marittime

Ambiente, Marevivo e Guardia Costiera spiegano a Napoli il "Mare mostro"

dot Ambiente, Marevivo e Guardia Costiera spiegano a Napoli il "Mare mostro"

Parte da Napoli, nella sede della direzione marittima della Campania, una nuova fase di “Mare mostro”, la campagna di informazione sull’impatto della plastica in mare promossa dall'associazione ambientalista Marevivo. Questa volta al fianco dei volontari dell’associazione si sono alleati gli uomini e le donne del Corpo delle Capitanerie di Porto-Guardia Costiera. Nei prossimi mesi, infatti, tutte le 15 direzioni marittime delle Capitanerie di Porto in Italia saranno coinvolte in un percorso che prevede incontri di informazione con il personale e con gli “stakeholder del mare”. Il primo evento - organizzato dalla Guardia Costiera e da Marevivo in collaborazione con Propeller Club, CoNISMA e Castalia - si è svolto il 12 dicembre presso la Capitaneria di Napoli ed ha coinvolto tutti i comandi delle Capitanerie di porto regionali e i rappresentanti di diverse categorie di stakeholders, tra i quali alcuni componenti del Propeller Club, rappresentanti regionali del Sindacato Italiano Balneari, armatori, associazioni di categoria del settore pesca, circoli velici, cittadini nonché docenti e ricercatori universitari. L’obiettivo è mettere in condivisione le informazioni per affrontare l’emergenza “plastica” e le Capitanerie sono i luoghi ideali per generare e moltiplicare la presa di coscienza e la sensibilizzazione sul tema: in questa fase è necessario che la conoscenza del problema diventi virale. 

 

Dopo il saluto di rito dell’ammiraglio Arturo Faraone, direttore marittimo della Campania e Comandante del porto di Napoli, si sono susseguiti gli interventi di Rosalba Giugni, presidente di Marevivo; Giuseppe Farace, giornalista; Roberto Sandulli, professore associato dell’Università Parthenope; Ferdinando Boero, professore ordinario dell’Università di Lecce e vice presidente di Marevivo; e Umberto Masucci, presidente nazionale del Porpeller Club.

 

Il problema della plastica in mare è stato analizzato ai vari livielli, partendo anche dalla microplastica. Solo alcuni mesi fa, Marevivo aveva illustrato proprio a Napoli una proposta di legge che metteva nel mirino i prodotti cosmetici contenenti microplastiche che sfuggono a qualsiasi filtro e finiscono così in mare: tale provvedimento, inserito nel Testo unificato della cosmesi sostenibile, ha incassato ad ottobre l’ok della Camera dei Deputati e ora attende di essere calendarizzato in Senato. 

 

Nella seconda parte della giornata è emersa la volontà da parte di tutti gli stakeholder – dagli stabilimenti balneari fino agli armatori - di eliminare le plastiche, dal bicchiere al packaging, nei propri ambiti di competenza. Per i pescatori resta un grave problema il fatto che da tempo, durante le uscite in mare, si trovano a pescare insieme al pesce plastiche di ogni tipo, rendendo difficoltosa la loro attività quotidiana. 

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