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04/08/2014
ambiente, armatori, politiche marittime

Acque di zavorra, armatori in cerca di deroghe

dot Acque di zavorra, armatori in cerca di deroghe
La Ballast Water Convention (BWC) dell'International Maritime Organization (IMO) sarà costosa per gli armatori, che stanno cercando in tutti i modi, soprattutto in Nord Europa, di ottenere deroghe.

Cos'è la Ballast Water Convention
Quando la BWC arriverà, obbligherà tutti quegli armatori che viaggiano da un mare a un altro ad installare costose attrezzature per trattare in un certo modo le acque di zavorra, al fine di impedire la contaminazione di flora e fauna in zone a latitudini e longitudini differenti. 
È ancora troppo presto per sapere quando entrerà in vigore la BWC, scritta una decina di anni fa. Il segretario generale dell'IMO Koji Sekimizu, con cui Informazioni Marittime ha affrontato tempo fa l'argomento, auspica la sua entrata in vigore entro il 2016, ma ciò dipende dal completamento delle ratifiche da parte dei paesi membri dell'IMO. Sono attualmente 41 i paesi aderenti tra firmatari e in attesa di ratifica, rappresentando il 32,5% della flotta mondiale (circa il 30% tenendo conto solo dei ratificanti effettivi). I paesi che rappresentano meno del 2,5% della flotta mondiale devono  accettare la ratifica per esserne soggetti un anno dopo l'entrata in vigore.
La BWC è complessa, come tutte le convenzioni IMO. Solo per fare un esempio, l'elenco di specie animali e vegetali da tutelare (ovvero quelle che non devono “travasarsi” da un ecosistema all'altro) sono 665.

Helcom e Ospar in cerca di deroghe
Sono previste eccezioni, per esempio le navi che non passano nei loro viaggi da un ecosistema all'altro non sono ovviamente obbligate a trattare le acque di zavorra con i nuovi metodi richiesti. Per tutti gli altri, Helcom Ospar stanno studiano delle soluzioni per le navi in viaggio tra Mar Baltico e il Mare del Nord. Helcom è una convenzione di nove stati del Nord Europa (Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Lettonia, Lituania, Polonia, Russia e Svezia) più la Commissione Ue. Ospar è una versione simile un po' più grande, formata da quindici stati (Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Islanda, Irlanda, Lussemburgo, Olanda, Norvegia, Portogallo, Spagna, Svezia, Svizzera e Regno Unito) più la Commissione Ue.

La deroga comporta costi
Ogni deroga sarà in ogni caso per un periodo di tempo limitato, non importa quale sia lo stato membro che la emetterà. Non è chiaro se si applichino alle navi che fanno attracchi regolari. Inoltre, bisogna tenere in conto che qualora la si ottenesse si potrebbe andare incontro a delle spese aggiuntive con ulteriori test biologici e ambientali.
Di fronte alle ingenti spese che gli armatori dovranno affrontare, ad alcuni converrà demolire le navi più vecchie piuttosto che aggiornale con ulteriori filtri e attrezzature.
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